Cecilia Claudi al Romance Book Party

Cecilia Claudi al Romance Book Party: l’intervista Cecilia Claudi sarà al Romance Book Party di Napoli, il 1 giugno 2025 per incontrare i lettori al primo Festival internazionale del Romance del Sud Italia. Per conoscerla meglio, non perdete quest’intervista che l’autrice ci ha rilasciato in esclusiva, per raccontarci qualcosa di sé e delle sue opere! Due chiacchiere con Cecilia Claudi Ciao Cecilia, raccontaci qualcosa di te! Sono sempre stata un’avida lettrice e appassionata di serie televisive, anche delle più assurde e sconosciute. Amo viaggiare e vorrei prima o poi riuscire a visitare il Vietnam, il Giappone e il sud America in generale. Ho una laurea in Neuroscienza e Neuropsicologia clinica, che, per quanto possibile, cerco di sfruttare nei miei romanzi. Mi piacerebbe riuscire a vivere di scrittura. Sono introversa, un po’ scettica, abbastanza procrastinatrice e molto sarcastica, ma sono anche molto leale con le persone a cui tengo. Cosa scrivi? Scrivo principalmente romance, ma mi piace dargli altre sfumature, tipo il paranormal, il suspense o il dark. Il trope che mi piace di più esplorare è il forbidden love e spesso anche l’age gap. Prima o poi vorrei affrontare anche qualcosa di più semplice e più lineare, ma al momento mi diverto così, mentre un genere che non mi sento in grado di scrivere è lo storico, perché ci sono troppi tranelli nascosti. Invece, prima o poi vorrei provare a scrivere un dark romance, un MC romance e un RH. Ho delle idee, ma poco tempo per metterle in pratica. Tra l’altro sono generi che amo, quindi vorrei riuscire a creare qualcosa di cui sono davvero soddisfatta e non è per nulla semplice. Una cosa che mi piace e cerco sempre di sviluppare bene nei romanzi è la parte psicologica dei personaggi. Forse anche perché li ho studiati, mischio sempre qualche disturbo psicologico nella storia. I miei romanzi trattano principalmente tematiche forti ed è per questo che ho cominciato a mettere sempre i Trigger Warning all’inizio. Gli esordi e perché scrive Come hai iniziato? Ho cominciato a scrivere il primo anno di università. Ho sempre avuto delle storie che mi vorticavano nella testa, ma è stato solo allora che le ho messe su carta. Una gran parte della mia passione è nata dalla lettura e dalla mia curiosità verso le storie in generale. All’inizio non ho avuto molto riscontro, in verità, ma non ci ho neanche provato davvero. Ho pubblicato il primo libro senza dirlo a nessuno e poi sono partita per stare un anno all’estero, dove, i primi quattro mesi, non avevo neanche una grande connessione internet, quindi quasi zero possibilità di fare promozione. Pubblicato il secondo romanzo, ci ho provato un po’ di più e in effetti ha avuto qualche commento positivo, ma i libri hanno iniziato ad avere più riscontri quando ho cominciato ad usare Instagram e hanno cominciato a girare sulla piattaforma. Infine c’è stato un ulteriore “boom” quando sono apparsi anche su TikTok. Non mi aspettavo molto, sinceramente e, soprattutto, temevo che alcuni miei personaggi non fossero capiti, invece sono stati spesso tra i più apprezzati. Perché scrivi? Per dar voce ai pensieri che mi ronzano nel cervello. A volte è l’intera storia, a volte sono solo elementi che voglio provare a sviluppare. Ho sempre avuto una fervida immaginazione e fin da bambina sviluppavo nella mia testa intere storie, magari partendo da qualcosa che leggevo o che vivevo. È solo più avanti che ho provato a metterli su carta e a vedere se ne usciva fuori qualcosa. Poi, ho cominciato anche a complicarmi la vita perché mi piace trattare temi non facili e spesso con protagonisti un po’ grigi, in modo particolare le donne. Nei miei libri si possono trovare un po’ delle mie passioni, dal paranormale, al true crime, alla psicologia. Quali sono i tuoi libri preferiti? Entrambi i miei genitori sono lettori appassionati, ha sempre fatto parte della mia vita. Non ho mai amato i classici, forse perché li ho sempre visti come un obbligo. Certo, alcuni mi sono anche piaciuti, ma non li ho mai letti perché volevo, era sempre perché dovevo. Ho sempre variato abbastanza nei generi: da piccola prediligevo i fantasy, mentre con l’adolescenza ho cominciato ad apprezzare di più il lato romance delle storie. Per quanto ami i contemporary romance e alcuni miei romanzi preferiti, come Torn di Carian Cole o Sweet Fall di Tillie Cole, appartengono a quel genere, preferisco il romance contaminato, come Gothikana di Runyx o Hollow Heathens di Nicole Fiorina. I miei libri comfort con cui mi sento a casa sono gli MC romance. Se sono in blocco o non so cosa leggere, di solito mi butto su questi e sono felice. È così che mi sono approcciata per la prima volta a Tillie Cole ed è così che ho conosciuto Giana Darling e Anne Malcom, che sono diventate in fretta tra le mie autrici preferite. Un altro genere che apprezzo molto è il dark romance. Amo particolarmente Emily McIntire, Twisted in modo specifico, Harley Laroux, Becca Steele e A.R. Breck. Infine i trope che prediligo sono l’age gap, il forbidden e il why choose. Cecilia Claudi: i miei progetti futuri Quali sono i tuoi prossimi progetti? Il mio progetto attuale è un soft dark romance che dovrebbe uscire a momenti con protagonisti una ballerina e un bodyguard. È un age gap e forbidden, perché lui, oltre a lavorare per il fidanzato di lei, è anche il migliore amico del padre. Dopo questo avrei diversi progetti. Mi piacerebbe portare prima o poi una novella sulla trilogia di Le streghe di BlackHollow, che è la mia serie Young Adult, e anche il quarto libro di Attraverso le Fessure. Tuttavia vorrei farlo al momento opportuno, perché riprendere delle storie già concluse è sempre complesso. Deve essere fatto nel giusto modo o si rischia di rovinare ciò che già c’è. Infine ho altri due libri soft dark in produzione e due paranormali con tinte più o meno dark, che spero di poter pubblicare presto. E si spera siano
Corinna Lovegood al Romance Book Party

Corinna Lovegood al Romance Book Party: l’intervista Diamo il benvenuto a Corinna Lovegood nella schiera delle scrittrici che renderà unico il Romance Book Party! L’autrice sarà a Napoli, il 1 giugno 2025 per incontrare i lettori e presentare i suoi romanzi! Nell’attesa del grande giorno, Corinna ci ha rilasciato un’intervista esclusiva, in cui ha parlato di sé e dei suoi lavori! Due chiacchiere con Corinna Lovegood Ciao Corinna, parlaci di te! Sono una ragazza di ventisette anni e la scrittura è la mia più grande passione, una fiamma che brucia in me da quando ne avevo appena sei. I miei vecchi quaderni sono pieni di storie, molte delle quali sono diventate fonte di ispirazione per i miei libri di oggi. Scrivere è sempre stato il mio sogno nel cassetto, e finalmente lo scorso anno ho deciso di trasformarlo in realtà. Da quel momento non mi sono più fermata. Con i miei romanzi voglio raccontare l’amore vero, quello che nasce dai sentimenti più profondi e che forma i protagonisti in modo unico. Mi piace scavare nell’animo umano, esplorare le sfumature psicologiche ed emotive dei personaggi e creare storie che possano lasciare una morale e un insegnamento che vadano oltre la semplice lettura. Cosa scrivi? I miei romanzi appartengono al genere romance, con una particolare attenzione al mondo degli young e new adults. Sono una grande fan del trope friends to lovers, anche se l’ho esplorato solo nel mio primo libro, e del trope enemies to lovers. Adoro le storie ambientate al college e gli sport romance: le mie prossime pubblicazioni si concentreranno proprio su questi temi! Ho una passione sfrenata per i golden boy e non posso fare a meno di creare storie che facciano piangere. Proprio per questo, ogni volta che spedisco un libro, infilo sempre un fazzolettino nel pacchetto. Il rapporto con la scrittura e la lettura Come hai iniziato a scrivere? Ho scritto il mio primo libro, Qualcosa di Bello, a sedici anni, ed è rimasto nel cassetto per altri dieci. A ventisei anni mi sono convinta che la mia storia potesse avere una possibilità. Credo molto nei romanzi che scrivo, ho tanta fiducia e questo mi è servito per convincermi a pubblicarlo in self. È stata dura perché ero completamente estranea al mondo editoriale, ma attraverso i social ho imparato molto. Ho conosciuto persone fantastiche con le quali ho stretto un bellissimo rapporto e ho avuto la possibilità di firmare qualche contratto con delle piccole case editrici che stimo moltissimo e che ovviamente ringrazio. Se ora mi trovo qui con i miei libri è anche perché hanno creduto in me. Parlando della te lettrice, quali sono i tuoi libri preferiti? Quando ero adolescente leggevo tantissimo. Ho una libreria che conta più di trecento romanzi, e la maggior parte di questi sono romance. Ho iniziato ad approcciarmi al tema dell’amore con i libri di Jessica Sorensen, un’autrice rosa che all’epoca andava tantissimo. Il mio libro preferito è Persone Normali di Sally Rooney. È il romanzo che mi ha aiutata ad uscire da una crisi che è durata per ben cinque anni: durante un periodo molto buio della mia vita ho accantonato la lettura e la scrittura, evitando di mettere piede in libreria e di inventare storie. Poi, complice un viaggio in treno che è durato cinque ore, ho iniziato a leggere il romanzo della Ronney e da lì è iniziata una riflessione personale, che mi ha convinta a riprendere in mano la passione della lettura e della scrittura. E per fortuna! Corinna Lovegood: i miei progetti per il futuro Quindi ad oggi perché scrivi? Quando mi chiedono perché scrivo rispondo sempre “perché ho qualcosa da dire”. Nei miei romanzi c’è sempre qualcosa di me, un pezzetto della mia storia passata o dei miei sogni futuri che ho voglia di condividere. Mi piace, attraverso i personaggi che creo, insegnare e spingere il lettore a riflettere riguardo tematiche attuali. Infatti ho affrontato il tema del lutto, dell’autostima, della ricerca di sé stessi e dei traumi emotivi. Quali sono i tuoi progetti per il futuro? Il 2025 sarà per me un anno molto impegnativo. Ho in programma tre pubblicazioni con due case editrici e sto lavorando ad una trilogia che ho in mente da tempo. Inoltre ogni tanto abbozzo qualche idea anche per un fantasy che da dodici anni occupa i miei pensieri. Purtroppo, il fattore tempo non è dalla mia parte, perché con un lavoro a tempo pieno il tempo che posso dedicare alla scrittura è limitato alla notte. Le mie occhiaie possono testimoniare, a volte arrivo a dormire soltanto quattro ore! Questo mi ha portato a dovermi creare una routine parecchio tosta da sostenere, ne sono consapevole, ma nei momenti di sconforto o di crisi mi basta guardare all’obiettivo finale e tutta la fatica passa in secondo piano. La mia speranza è, un giorno, di poter fare della scrittura il mio lavoro principale, perché sento che questa è la mia strada. Photo Credit: Corinna Lovegood on Instagram
Carolina Benelli al Romance Book Party

Carolina Benelli sarà al Romance Book Party Carolina Benelli parteciperà al Romance Book Party di Napoli, il 1 giugno 2025. L’autrice sarà al nostro Festival del Romance per incontrare i lettori e presentare i suoi romanzi. Nel frattempo, per conoscerla meglio, le abbiamo chiesto di rilasciarci un’intervista esclusiva in cui ci ha raccontato di lei, della sua scrittura e dei suoi romanzi! Due chiacchiere con Carolina Benelli Ciao Carolina, parlaci di te! Mi chiamo Carolina, vivo a Forlì, in Romagna, lavoro in un ufficio assicurativo e sono una ragazza di 35 anni con gli acciacchi di un ottantenne e la testa di una quindicenne, come dico sempre io. Se dovessi definirmi con due pregi e due difetti, sicuramente direi: empatica, ironica, insicura, nevrotica e nostalgica. Ok, i difetti sono tre. Infatti, sono anche un po’ discalculica! Queste mie caratteristiche sono proprio quelle che mi hanno portata a scrivere. Il mio sogno era quello di pubblicare un libro e il self-publishing è stato il canale che l’ha permesso. E nonostante sia un mondo estremamente difficile, ho portato a termine e realizzato il mio obiettivo. I miei sogni, la mia a volte scomoda sensibilità, la voglia di vivere storie che la realtà non ci regala, sono i motori che mi hanno portata e tutt’ora spingono a scrivere storie d’amore! Cosa scrivi? Il genere che scrivo è il contemporary romance e ciò che mi preme raccontare nelle mie storie è il coraggio che serve ad affrontare quelle emozioni che anche nella vita vera possono risultarci scomode e a volte sconvenienti. Non sempre è facile far fronte a ciò che proviamo, soprattutto se si tratta di sentimenti forti e che possono portarti su strade completamente diverse da quelle finora percorse. Ed è proprio questo che amo raccontare: come affrontare la propria vulnerabilità, anche la più scomoda, come mettere in discussione se stessi e le proprie paure per far posto a emozioni che ci ridefiniscono. La mia scrittura Come hai iniziato a scrivere? Ho sempre sentito quella voglia di scrivere una storia tutta mia, ma la vera spinta è stata la mia storia dei miei genitori. È stata una storia travagliata, che in gergo romance potremmo chiamare un incrocio tra un forbidden, un social gap e un age gap. Poteva essere disastroso, invece, tra incontri nascosti durati cinque anni, un matrimonio e una gravidanza segreti, hanno avuto il loro lieto fine. Il loro amore ha instillato in me il desiderio di raccontare di sentimenti intensi, della loro nascita e della loro fine che segna in realtà un inizio. Non è stato facile, però. Sono molto insicura e tuttora mi faccio prendere dallo sconforto e dall’ansia. Però, la passione che provo è più forte e sbaraglia le paranoie rimettendomi davanti allo schermo del computer. Perché scrivi? A trent’anni mi sono ritrovata a sentirmi spettatrice della mia stessa vita. Era tutto un po’ monocolore: amicizie, amore, lavoro. La scrittura è stata l’àncora che mi ha tenuta a galla in quell’oceano un po’ burrascoso in cui navigavo. È iniziato tutto come una valvola di sfogo. La scrittura mi ha dato quella sicurezza e quella nuova veste che ho scoperto calzarmi alla perfezione. E non perché io mi creda un’autrice di talento o superlativa, ma perché in questi abiti ci sto comoda. Le mie storie, quella pubblicata e quella in fase di uscita, raccontano di emozioni semplici ma profonde, vere ma dall’impeto surreale. Quello che voglio trasmettere con le parole che scrivo per raccontare dei miei personaggi, è che sì, è vero, leggiamo per estraniarci dalla vita vera, ma a volte è anche bello ritrovare sentimenti puri e reali anche tra le pagine di un libro. I progetti futuri di Carolina Benelli Parliamo della te lettrice, quali sono i tuoi libri preferiti? Sin da bambina sono stata un’assidua lettrice. Iniziai con i libri de Il battello a vapore, poi con i Piccoli Brividi per arrivare alla pre-adolescenza con la collana meravigliosa de Le Ragazzine. Amo non solo il genere romance, ma anche il fantasy (datemi un romantasy ben costruito e mi vedrete volare metri da terra!) e il thriller. Non ho un libro preferito, per me sarebbe impossibile sceglierne uno. Amo i libri che mi tengono incollata alle pagine, quelli che ti fanno fare notte fonda senza rendertene conto. Amo leggere di storie mai scontate, nonostante il ben noto lieto fine, di quelle dove i protagonisti mettono tutto in discussione in nome di ciò che provano. Cosa stai scrivendo ora? In aprile uscirà il mio secondo romance in self-publishing e l’emozione è tantissima (anche l’ansia, ovvio!) perché questa nuova storia racconta di due anime completamente opposte tra loro, una raggiante e l’altra buia, che nonostante i numerosi scontri e le avversità che a volte la vita li costringe ad affrontare, troveranno il loro modo di amarsi. Altri progetti futuri, alcuni più delineati di altri, sono già presenti nella mia testa, tra la moltitudine di idee. Quello che mi auguro, è di non smettere mai di perseguire questo sogno e che un giorno, possa diventare protagonista delle mie giornate. Photo Credit: Carolina Benelli on Instagram
Francesco Barone al Romance Book Party

Francesco Barone al Romance Book Party: l’intervista Francesco Barone sarà al Romance Book Party! Il giovanissimo autore emergente sarà nella sua Napoli il 1 giugno 2025 per incontrare i suoi lettori e presentare il suo romanzo! Intanto conosciamolo meglio attraverso l’intervista che ha rilasciato in esclusiva per noi! Due chiacchiere con Francesco Barone Ciao Francesco, raccontaci un po’ chi sei! Mi chiamo Francesco, comunemente conosciuto come Kekko. La nascita di mia sorella, Laura, ha rappresentato una svolta importante nella mia vita, spingendomi a riavvicinarmi alla scrittura dopo un lungo periodo di pausa. Le nuove emozioni e esperienze che ho vissuto si sono unite alla mia passione per la poesia, portandomi a esplorare questo genere con un atteggiamento di curiosità e incertezza. Nonostante le mie paure e i dubbi iniziali, il supporto dei miei amici mi ha incoraggiato a proseguire e, a distanza di un anno, ho avuto l’onore di pubblicare la mia prima raccolta di poesie, intitolata Le rive del Tempo, che comprende sessanta componimenti. Tra le mie qualità principali c’è la tendenza ad aiutare e rendere felici gli altri. Un mio difetto è la difficoltà a mantenere un atteggiamento positivo verso chi non riesce a suscitarmi simpatia. I sogni che nutro sono numerosi: in cima alla mia lista c’è certamente il desiderio di conseguire una laurea in scrittura presso la Scuola Holden di Torino. Tuttavia, ne ho già realizzato alcuni, tra cui la pubblicazione di un mio libro, frutto delle mie sole fatiche. Tra romance e poesie Cosa scrivi? La componente romance è una parte costitutiva delle mie storie, indipendentemente dal genere letterario scelto. Non mi concentro su un particolare tipo di narrazione, ma ho un’infatuazione per temi come la crescita personale, al centro del mio primo romanzo, Proiettili d’Amore, un esempio di romanzo distopico che esplora il tema della guerra tra Israele e Palestina. Altri miei interessi narrativi includono trope come second chance, amore, strangers to lovers e, quello che intendo affrontare nel mio prossimo romanzo, il maternity, una categoria estremamente utile per narrare una storia di una donna fortemente caratterizzata, indipendente e capace di superare le limitazioni: mia madre. Sono particolarmente interessato a temi come l’omosessualità. Cerco di approfondire e di esplorare le storie di personaggi diversificati per creare narrazioni autentiche e coinvolgenti, infatti ogni mio romanzo sarà narrato tramite il dualismo dei punti di vista. Le rive del Tempo, invece, meglio presentabile come prosimetro, si focalizza sulle diverse sensazioni che proviamo con lo scorrere del tempo, sul modo di interfacciarsi all’amore, ma anche al non amore. Francesco Barone: il mio rapporto con la scrittura Come ti sei avvicinato alla scrittura? Ho scoperto che una banale combinazione di parole poteva creare un mondo, alla tenera età di tredici anni, quando frequentavo la terza media. Trovavo soddisfacente scrivere un tema ben costruito, e trovavo sfogo nel raccontare storie che comprendevano tutti i miei compagni di classe. Il brusco approccio al liceo mi ha portato a smettere per dedicarmi allo studio, ma a quindici anni ho ripreso tutto in mano. Ho cominciato a scrivere una raccolta, che potesse esprimere al meglio la mia confusione in merito al mondo. In contemporanea, ho buttato giù qualche bozza per un romanzo. Non avevo definito bene quali fossero i suoi caratteri, ma avevo chiara l’idea di concerntrarlo sul cambiamento. Non sapevo dove, come o quando, ma sapevo perché! Perché scrivi? Scrivere, in principio, era un banale passatempo. Il motivo per cui ho ricominciato daccapo, invece, è stato il bisogno di condividere la parte meno convenzionale della felicità, della tristezza e di me stesso. Quello che scrivevo era la parte ineffabile in cui, in realtà, credo chiunque potesse rivedersi, ed è per questo che spero che i lettori possano vedere, attraverso le mie pagine, le loro pagine. Vorrei che ciò che io scrivo, funga da specchio, per normalizzare le parti di noi che, alle volte, ci spaventano. I progetti per il futuro Quali sono i tuoi libri preferiti? Sono cresciuto con Il piccolo principe, ma anche Harry Potter. In seguito allo studio della poesia, al liceo, ho conosciuto autori ed autrici che hanno decisamente marcato la mia voce poetica. Una di queste è Alda Merini, di cui ho adorato Aforismi e Magie, uno stile che sentivo affine a quello che mi sarebbe piaciuto adottare. Adoro l’ amarezza dietro le sue parole, e l’eco che aleggia nell’aria dopo aver letto una sua opera. Recentemente ho invece scoperto nuove voci come Anna Zarlenga, Hazel Riley e Lyra Sunrise. Stabilire contatto con tutte le autrici del momento mi aiuta a capire cosa vorrei che fosse migliorato all’interno dei miei romanzi. Mi piace pensare che il mio stile di scrittura sia figlio di tutte le esperienze che sto vivendo. Cosa stai scrivendo? Attualmente, sto concludendo la stesura del mio primo romanzo. Ho già delineato in modo chiaro il concept per il mio prossimo progetto, che esplorerà in chiave romanzata la storia d’amore tra mia madre e il suo attuale compagno e affronterà il tema dell’amore che deve superare i vincoli del passato. Si tratta di un progetto a cui tengo particolarmente e sono impaziente di intraprendere questo nuovo viaggio creativo! Photo Credit: Francesco Barone on Instagram
Gioia De Bonis al Romance Book Party

Gioia De Bonis al Romance Book Party: l’intervista Ci sarà anche Gioia De Bonis al Romance Book Party! L’autrice sarà a Napoli, il 1 giugno 2025, per partecipare al primo Festival internazionale del Romance del Sud Italia. Se volete conoscere lei e le sue opere, non perdetevi quest’intervista esclusiva! Due Chiacchiere con Gioia De Bonis Ciao Gioia, raccontaci di te! Mi chiamo Gioia De Bonis e, fondamentalmente, sono una persona eclettica e chiacchierona. Ho sempre mille cose per la testa – che siano trame, cose da fare o chi più ne ha ne metta – e spesso può essere sia un pregio che un difetto! Con mille cose per la testa, spesso qualcosa brucia. Sia in senso letterale che figurato! Il mio sogno è quello di vedere un mio libro sullo scaffale di una grande libreria, magari col marchio di una grande casa editrice, ma nel frattempo mi godo il self, perché mi ha permesso di mettere su carta tanti sogni e mi ha permesso di vivere tante cose meravigliose. L’ispirazione per la scrittura mi deriva da ogni cosa. Letteralmente. Pensate che la storia dei miei angeli è nata da una pubblicità! Il mio stile è come me: vario, variopinto e divertente. Il mondo che porto nei miei romanzi è quello contemporaneo. Cerco sempre di inserire, infatti, temi legati alla società che ci circonda e ai problemi legati ad essa: LGBTQ+, razzismo, bullismo, femminicidio. I miei romanzi Di cosa scrivi? Facciamo prima a dire cosa non scrivo (ride, ndr). Ho la bella (o brutta) abitudine di cambiare spesso il sottogenere delle mie storie che di base sono Romance. Quindi, a parte la storia d’amore, che sia mm o fm, c’è sempre qualche altro trope che mi piace inserire: mistery, giallo, cop romance, age gap, grumpy/sunshine, sport romance. Adoro mischiare le carte, anche perché sono una che si annoia facilmente, quindi scrivo sempre cose diverse. Inoltre un elemento su cui mi concentro, che per me è molto importante, è lo studio delle professioni dei protagonisti. Ad esempio, per alcuni dei miei romanzi ho studiato da vicino il lavoro di un avvocato, perché volevo essere precisa e puntuale nella descrizione delle varie fasi che portano una persona di legge dallo studio del caso legale fino al tribunale. E faccio sempre un minuzioso studio anche delle ambientazioni. Gioia De Bonis: il mio rapporto con la scrittura Come hai iniziato a scrivere? Mia madre direbbe che non appena ho compreso come si tenesse una matita fra le mani è iniziata la mia passione per la scrittura. Ed è vero, la scrittura è una parte importantissima di chi sono. La cosa che è sempre mancata, però, è il coraggio di pubblicare. Nonostante gli sproni di famiglia e amici mi trovavo sempre a dire: “ma no, perché dovrei? Chi leggerebbe mai una cosa scritta da me?”. Alla fine a convincermi è stata una delusione lavorativa. Fu così grande che alla fine mi decisi, se non altro per dimostrare a quella persona che ero degna, che andavo bene. Così, il 24 gennaio 2017, il giorno del mio compleanno, pubblicai Sweet Revenge, il primo romanzo della Sweet Men Saga. E beh, il resto è storia. Domanda importante: perché scrivi? Bella domanda. Me lo sono chiesta spesso ultimamente, soprattutto dopo l’enorme blocco che mi è piombato addosso ultimamente. Il motivo è semplice: senza scrittura non sarei me stessa. Non sarei la versione migliore di me stessa. Non avrei nemmeno una valvola di sfogo, e forse questa è la cosa peggiore, perché sono un acquario complicato io e mi piace tenere tutto dentro. La scrittura, spesso, mi aiuta a tirarlo fuori e ad evitare l’effetto “pentola a pressione”. Scrivo ciò che mi piace, lo butto fuori come viene e cerco di trasmettere ciò che provo a chi mi legge. E m dicono che sono brava in questo! Comunque, la cosa che amo fare per riprendere fiducia in me stessa sono le fiere, proprio come il Romance Book Party! Perché il contatto coi lettori è come ricaricare le batterie. I progetti futuri Quali sono i tuoi libri preferiti? Io amo Colleen Hoover, Nicholas Sparks e Sophie Kinsella. Loro sono i miei guru, mi hanno insegnato come descrivere una storia d’amore, una scena strappalacrime e un momento di comicità. Ho capito anche, però, cosa non mi piaceva: ad esempio non ammazzerò mai un mio protagonista, cattivo Sparks! I miei libri preferiti sono tre, uno per ogni autore: 9 novembre, I Passi dell’Amore e Sai Tenere un Segreto. Quali sono i tuoi prossimi progetti? Ci sono tante cose che bollono in pentola. Presto uscirà il mio nuovo romanzo che è, in parte, anche autobiografico. In occasione del Romance Book Party, ho pensato di far uscire il mio sport romance a tema Olimpiadi, mentre nei mesi successivi all’estate arriveranno le nuove versioni della Sweet Men Saga. Sono estremamente felice di quest’ultima cosa, perché darò un restyling a questi romanzi che mi hanno fatta conoscere. E poi arriveranno anche tante altre novità, come un altro MM con protagonista un membro di una rock band molto particolare. Spero di riuscire a far tutto! Photo Credit: Gioia De Bonis on Instagram
Debora Fedrigo al Romance Book Party

Debora Fedrigo al Romance Book Party: l’intervista Il Romance Book Party è pronto ad accogliere Debora Fedrigo! L’autrice sarà a Napoli il 1 giugno 2025 per incontrare i lettori e presentare le sue opere. Nell’attesa possiamo conoscere meglio lei e i suoi lavori attraverso le sue stesse parole, grazie a quest’intervista rilasciata in esclusiva per noi! Due chiacchiere con Debora Fedrigo Ciao Debora, parlaci di te! Domanda difficile! Ho 44 anni, lavoro nel settore del credito da molti anni e da qualche anno gestisco, assieme al mio compagno, un’agenzia di viaggi. Ci siamo specializzati nei viaggi di gruppo e io adoro accompagnare i nostri clienti in giro per i mondo. Mi reputo una persona sempre sorridente e molto ottimista, un po’ testarda e decisamente ritardataria. Sono una persona eccessivamente buona ed altruista e ancora non ho capito se considerarlo un pregio o un difetto. Ho un amore incondizionato per gli animali, per i viaggi e per i libri. I miei luoghi preferiti sono gli aeroporti e le librerie. Adoro passare i mio tempo in libreria, sentire il profumo della carta, poter sfogliare i libri, leggerne la trama e uscire soddisfatta dopo averne acquistati tre o quattro, consapevole di averne almeno altri dieci a casa che aspettano di essere letti. Il mio sogno più grande è quello di girare il mondo e devo dire che, anche grazie al mio lavoro, ci sto in parte riuscendo. L’altro mio sogno l’ho già realizzato: pubblicare il mio romanzo e farlo leggere a quante più persone possibile. E questi due sogni in qualche modo si compensano: viaggiare, infatti, stimola la fantasia e da ogni viaggio si possono prendere nuovi spunti per nuove storie. Cosa scrivi? Il genere che scrivo può essere definito in molti modi, perché all’interno dei miei libri si possono trovare grandi storie d’amore, travolgenti passioni, intrighi, delitti e misteri… ma anche risate, umorismo e ironia. Le persone che hanno già letto il mio romanzo Amori e altri inganni l’hanno definito intrigante, sensuale, divertente, ironico, sibillino, erotico, romantico e con un finale incalzante e imprevedibile. Io amo definirlo un romanzo rosa con un po’ di giallo e un po’ di pepe! Il rapporto con la scrittura Come hai iniziato? La mia passione per la scrittura è iniziata quando era ancora una ragazzina. Avevo sedici anni e, un po’ per gioco, ho iniziato a scrivere alcuni racconti. Senza alcuna ambizione, solo per il piacere di scrivere e con la consapevolezza che non le avrebbe mai lette nessuno. Crescendo ho un po’ abbandonato questa vena artistica, pur essendo rimasta una lettrice accanita. Solo qualche anno fa, durante il periodo del Covid, ho riscoperto il piacere della scrittura. Il tempo a disposizione era tanto! Ho ultimato quindi il mio romanzo e l’ho fatto leggere a qualche amica. Tutte ne erano entusiaste e mi hanno spronata a cercare di pubblicare. Inizialmente ero un po’ titubante e non sapevo come muovermi. Ho deciso di contattare privatamente una delle mie scrittrici preferite che mi ha prontamente risposto, consigliandomi l’auto-pubblicazione. Così sono riuscita a realizzare il mio sogno. Perché scrivi? La scrittura per me è una vera e propria passione. Adoro creare nuove storie, nuovi personaggi e mi piace l’idea di trasportare nel mio mondo altre persone. Quando qualcuno, dopo aver letto il mio libro, mi dice con entusiasmo di aver avuto la sensazione di essere dentro la storia o di essersi affezionata ai personaggi, al punto da chiedermi quando uscirà il seguito, mi si riempie il cuore di gioia. Progetti futuri di Debora Fedrigo Quali sono i tuoi libri preferiti? Sono sempre stata una lettrice affamata e ho spaziato tra generi diversi. Nel periodo dell’adolescenza ero attratta dal mondo giallo e il mio libro preferito era Dieci piccoli indiani e non rimase nessuno dell’intramontabile Agatha Christie. Successivamente è subentrata la curiosità verso il fantasy e mi sono appassionata tantissimo ai romanzi di Cate Tiernan e a seguire The Twilight Saga, fino ad arrivare a quella che secondo me è la regina del Fantasy, ovvero Laurell K. Hamilton, della quale ho adorato ogni singolo romanzo. Un giorno mi sono, invece, ritrovata in mano I love Shopping di Sophie Kinsella e mi si è aperto un mondo. Ho scoperto un genere che poteva far ridere e innamorare allo stesso tempo. E ho quindi iniziato ad amare sempre di più il genere: prima con tutti i libri della Kinsella, poi con quelli di Anna Premoli, Ali McNamara, Anna Zerlenga e Felicia Kingsley, solo per citarne alcune. E infine una meravigliosa recente scoperta, Valentina Vanzini. Cosa stai scrivendo ora? Ho in cantiere il sequel di Amori e altri inganni. Si tratta di un romanzo che non era in programma e che nasce su richiesta dei lettori. Conto di farlo uscire entro Natale, visto che è ambientato in quel periodo dell’anno. E ovviamente anche stavolta i due fratelli e i loro amici ce ne faranno vedere delle belle… E ovviamente in cantiere c’è anche un altro romanzo…leggero, ironico, divertente e sensuale. Quindi, il consiglio è di restare sintonizzati… perché a breve se ne vedranno delle belle! Photo Credit: amazon.com
Elvereth Ahn al Romance Book Party

Elvereth Ahn al Romance Book Party: l’intervista Elvereth Ahn ci allieterà con la sua presenza al Romance Book Party, il primo Festival del Romance del Sud Italia che si terrà a Napoli il 1 giugno 2025. Nell’attesa che la data arrivi, conosciamola meglio grazie a un’intervista esclusiva che ci ha rilasciato! Due chiacchiere con Elvereth Ahn Ciao Elvereth, parlaci un po’ di te! Sono una persona molto testarda e cerco di dare tutta me stessa quando mi pongo un obiettivo. È quello che mi ha aiutato quando ho deciso di farmi coraggio e iniziare a pubblicare i miei romanzi. Desideravo far “sentire” la mia voce e arrivare ai lettori. Sono proprio loro che mi hanno dato la forza di continuare su questa strada e non arrendermi mai. Le soddisfazioni fino a oggi sono state tante e ho altri obiettivi ancora da raggiungere, sogni da realizzare, lettori a cui arrivare. Prima credevo che la scrittura fosse un mestiere solitario, finché non ho iniziato davvero a lavorare e mi sono resa conto che non si è mai da soli. Siamo affiancati non solo da professionisti, ma soprattutto da lettori preziosi che, inconsapevoli, alimentano la nostra voce. Tu cosa scrivi? Scrivo varie sfumature del romance, da quella più pink a quella più dark. Mi piace approfondire l’animo umano, i meccanismi complessi che si innescano in ognuno di noi e che sono presenti in qualsiasi romance. Non deve svilupparsi tutto in un contesto violento per portare alla luce come gli esseri umani non sono mai del tutto bianchi o neri, ma grigi. Chi dalla tonalità più chiara, chi dalla tonalità più oscura. Il rapporto con la scrittura E invece, perché scrivi? Non riesco a immaginare la mia vita senza la scrittura. Scrivere è diventato parte di me, mi permette di respirare e di mettere su carta tutte quelle storie che frullano nella mia testa e che non riuscirei mai a mettere da parte, nemmeno se ci provassi. A ogni libro spero che i lettori si sentano proprio come mi sento io quando leggo: a casa, con persone che diventano tue amiche e ti prendono per mano, senza mai lasciarti andare davvero. Spero si sentano compresi, confortati e che riescano a sognare. Come e quando ti sei approcciato al mondo della scrittura? Scrivo da quando ho memoria, non c’è mai stato un momento in cui io non l’abbia fatto. Ho iniziato da piccola, dopo aver scoperto la passione per la lettura. Da quel momento non ho più smesso, fino a farlo diventare il mio lavoro. Approfondiamo la tua passione per la lettura: quali sono i tuoi libri preferiti? La maggior parte dei miei libri preferiti sono fantasy. I più importanti per me sono: Il Trono di Vetro di Sarah J. Maas e Shadowhunters: le origini di Cassandra Clare. Altri che hanno segnato la mia vita da lettrice: Il Cavaliere d’Inverno di Paullina Simons, Raccontami di un Giorno Perfetto di Jennifer Niven, L’isola di Neve di Valentina D’Urbano, Sognando te di Lisa Kleypas e tanti altri. Per quanto riguarda i classici, spazio da Shakespeare, Oscar Wilde, le sorelle Brontë, Pirandello. Non ho davvero limiti quando si parla di libri. Elvereth Ahn: i progetti per il futuro A cosa stai lavorando al momento? Ho diversi progetti in fase di sviluppo, tutti romance, e non vedo l’ora di poter dire di più e di poterli presentare pian piano. L’obiettivo è sempre uno: far sognare il lettore durante la lettura e sperare che, anche solo per un attimo, dimentichi il mondo esterno. Photo Credit: Elvereth Ahn on Instagram
Anna Salomone al Romance Book Party

Anna Salomone al Romance Book Party: l’intervista Anna Salomone parteciperà al Romance Book Party! L’autrice gioca in casa e sarà nella sua Napoli, il 1 giugno 2024, per il primo Festival del Romance del Sud Italia. Nell’attesa di incontrarla nell’atteso giorno del Festival, conosciamo meglio lei e il suo lavoro in quest’intervista esclusiva! Due chiacchiere con Anna Salomone Ciao Anna, parlaci di te! Mi chiamo Anna Salomone, sono nata a Napoli, sono sposata e ho due figli. Sono sempre stata appassionata di mistero, storia, cinema e teatro. Ma, soprattutto, ho sempre amato leggere. Ho un carattere abbastanza forte e introverso e sono una donna molto intuitiva. Difficilmente mi sbaglio su una persona. E mi considero una femminista. Una di quelle vere. Amo la storia e sono sempre stata appassionata del vecchio cinema. Negli ultimi anni ho approfondito molto gli studi sulla storia della mia città, Napoli, ho studiato la sua musica classica e la lingua napoletana. Quindi, mi piace far trasparire questa mia grande passione in ciò che scrivo. Infatti si evince molta teatralità nei miei personaggi: nel modo in cui sono vestiti, la gestualità, i loro pensieri, il loro modo di parlare e le canzoni che canticchiano. Quando ho creato Luce e Victor, ad esempio, ho pensato molto a Sophia Loren e a Clark Gable, mentre in Occhi di Spettro cito molti personaggi storici, come Enrico Caruso, Matilde Serao, Totò, Eduardo De Filippo, Marlene Dietrich e Libero Bovio. Di cosa scrive? Cosa ti piace scrivere? Amo il romanzo storico, anche se lo considero croce e delizia per uno scrittore. Ogni dettaglio deve essere ben studiato e nulla deve essere lasciato al caso. Poi i personaggi si muovono da sé. Per me i trope sono un colpo al cuore, perché mi reputo un po’ vecchio stampo, ma quelli che uso sono: historical romance, spicy, enemies to lovers, friends to lovers e love triangle. E infine mi piace molto introdurre un pizzico di mistero nelle mie storie. Come anche i sogni premonitori. Noi napoletani siamo un popolo molto legato alle vecchie credenze e alle leggende e abbiamo un rapporto strano con la morte. Uso l’inclusività e curo molto la crescita personale dei miei personaggi, anche quelli secondari. La parte introspettiva per me è molto importante. Voglio che i miei personaggi siano realistici nei loro pensieri e nelle loro azioni. Per me ogni romanzo, che sia una commedia romantica, uno storico o altro, deve lasciare qualcosa. Senz’altro la donna ha un ruolo fondamentale nei miei romanzi. Mi piace descrivere molto donne dal carattere forte, che lottano ogni giorno per affermarsi e per proteggere chi amano. In senso metaforico: nei miei romanzi spesso è la principessa che uccide il drago e salva il principe o cercano di salvarsi a vicenda. Gli esordi di Anna Salomone Come e quando hai iniziato a scrivere? Ho iniziato a scrivere nel 2019, un po’ per scommessa. Ho sempre amato scrivere, così mia madre butto lì l’idea di un romanzo. All’epoca trovai la cosa totalmente assurda, ma poi… ho iniziato. Ho scritto tre romanzi mai pubblicati, da cui ho tratto il mio Occhi di Spettro, pubblicato in self-publishing , e due racconti brevi: La Leggenda di Gennarino e della Principessa del Bosco e Gli Ultimi Scugnizzi, pubblicati entrambi da una casa editrice. Con il primo, che parla di una piccola leggenda inventata da me, ho vinto un concorso per la narrativa inedita. Non è stato semplice affrontare il passaggio da lettore a scrittore, ma ogni volta che ho pensato di mollare, mi è sempre successo qualcosa che mi ha fatto desistere. Parliamo della te lettrice, allora: quali sono i tuoi libri preferiti? Tutti i classici della letteratura hanno un posto particolare nel mio cuore. Mia madre mi ha costretto a leggere Liala all’età di dieci anni, senza capirci un bel nulla. Conseguentemente ho letto Il Diario di Anna Frank, Piccole donne, Arrivederci Ragazzi, Guerra e Pace, Anna Karenina, Resurrezione, I Miserabili, Il Conte di Montecristo, Jane Eyre e Cime Tempestose. Ma anche Shakespeare, L’ombra del Vento, Il Cavaliere d’Inverno e tanti altri. Ho sempre trovato nella lettura il conforto, un toccasana per l’umore. Tu perché scrivi? Scrivo per me e per la gioia di essere ricordata. In ogni libro c’è l’anima di chi l’ha scritto. Un libro è la chiave per raggiungere l’immortalità. Il giorno in cui entrerò in una libreria, entrerò con l’intento di restarci, non per essere il fenomeno del momento. In questo può riuscire chiunque. Scusate l’arroganza, ma aiuta l’autostima. Questo è il mio sogno. I sogni spesso rimangono tali ma qualche volta si trasformano anche in realtà. I progetti futuri A cosa stai lavorando ora? Attualmente sto scrivendo sia il sequel che lo spin-off prequel di Occhi di Spettro. Tutti e tre faranno parte della Serie degli Spettri. Lo spin-off è uscito a gennaio, mentre per l’uscita del seguito non me la sento ancora di sbilanciarmi. Sono terribilmente scaramantica. Nel sequel ritroveremo Luce e Victor, che avranno un finale epico. Ci sarà da ridere e da piangere… io già preparo i fazzoletti all’idea di lasciarli. Lo spin-off parlerà della Baronessa che tutti hanno avuto già l’onore di conoscere e odiare un po’. Sarà ambientato negli anni venti e avrà un tema molto forte. Conosceremo finalmente da dove proviene tutto questo suo potere. E ci anticiperà qualcosa del seguito, farà da ponte ai due romanzi. Nei miei progetti futuri ci sarà sicuramente un romanzo contemporaneo e uno storico ambientato nel periodo post- Unità d’Italia. Saranno sempre ambientati a Napoli. Il primo su un’isola che mi sta molto a cuore e il secondo nel ventre di Napoli. Le storie e i personaggi si presentano all’improvviso al mio cospetto e non sono io che li invento. Succede sempre così. Fuoriescono come lava dal Vesuvio, lo stesso che ho tatuato sul fondoschiena: sono napoletana fino al midollo!
Alessandra Star al Romance Book Party

Alessandra Star al Romance Book Party: l’intervista Alessandra Star parteciperà al Romance Book Party di Napoli, il 1 giugno 2025. Conosciamola meglio attraverso le sue parole in quest’accorata intervista che ci ha rilasciato in esclusiva. Due chiacchiere con Alessandra Star Ciao Alessandra, parlaci di te! Sono sempre stata una bambina un po’ sola e bisognosa di attenzioni: non avevo amichette, mia sorella era più grande e molto diversa da me e i miei genitori si erano separati ed erano costantemente in lite. Così una vicina di casa, un giorno mi regalò due volumi di fiabe illustrate della Fabbri Editori: la Biblioteca Fantastica. All’inizio guardavo solo le immagini, perché nessuno leggeva per me. Poi iniziai a leggerle ad alta voce alle mie bambole e a raccontarle a scuola, al piccolo gruppo di amiche che avevo creato, spacciandole per mie storie. Così pian piano nacque il sogno di recitare a teatro. Appena diciottenne provai a entrare in una compagnia teatrale. Ma la strada era in salita, dovevo coniugare lo studio, la scrittura e la passione e naturalmente lavorare, perché dovevo mantenermi da sola. E tra un provino e l’altro, finii a interpretare il ruolo di conduttrice di telegiornale Multilingue regionale, e io ero la conduttrice. All’inizio sembrò divertente, ma col tempo mi scoprii a tutti gli effetti una giornalista sommersa di scalette, una videomaker pubblicista. Non avevo scelto di esserlo ma lo ero diventata. Ora che non avrei più potuto interpretare i miei personaggi ed essere loro, mi era rimasta solo un’opzione: scrivere di loro. Così smisi di scrivere racconti a penna sui quaderni, e davanti a un vero PC, tra un programma televisivo e l’altro, iniziai a scrivere romanzi. I miei esordi da scrittrice È così che hai iniziato a scrivere? All’inizio per deformazione professionale scrivevo solo contemporanei. Ero una videomaker che ogni giorno doveva confrontarsi con il mondo reale e questo influenzava la mia scrittura. Storie rigorosamente con i piedi per terra, contemporanee e piene di problemi quotidiani e di personaggi spoetizzati. Ma erano storie che non pubblicavo Poi un rene ha smesso di funzionarmi e quei mesi di terapie mi costrinsero ad allentare il lavoro televisivo. Finii su un sito di storie interattive, in cui una comunità nutrita di scrittori duellava a colpi di episodi, e chi partecipava alla lettura poteva cambiare il finale della storia. Era così divertente che restai a pubblicare su quel sito per due anni diventando di fatto la più letta e “giocata”. Le centinaia di commenti interessanti, positivi e mai gratuiti che avevo ricevuto mi spinsero a tentare qualcosa di più elaborato sulla piattaforma di cui tutti parlavano: Wattpad. Dopo i primi due romanzi pubblicati lì, e durante una ennesima operazione – stavolta era un tumore al seno – mi trovai due contratti di edizione sotto il naso: Wattpad Webtoon Studios mi opzionò un romanzo in cui parlavo della mia vita al liceo artistico, e la DeAgostini il romanzo in cui rielaboravo la mia esperienza col tumore al seno in una storia di amore e di rinascita YA. Così finii sugli scaffali di tutte le libreria d’Italia senza neanche realizzare che fosse successo così in fretta. Anche stavolta però non stavo facendo quello che volevo veramente, perché non ero propensa a scrivere YA o contemporanei a tutti i costi, io volevo sognare. I miei romanzi Quindi cosa ti piace scrivere? Sono un’autrice versatile che spazia su diversi generi. Ad oggi scrivo di tutto e non mi importa se qualcuno potrebbe dire che per perfezionarmi devo scrivere un genere preciso. Oppure che in questo modo non riuscirò mai a fidelizzare i lettori e ad avere un pubblico mio. Ho scritto un thriller tecnologico, un action, uno sport romance, due Dark romance, un Paranormal, un Distopico, persino Rom Com e Chick-lit. Per me la regola numero uno è: arrivare. Al cuore. Alla testa. L’importante è arrivare al lettore. E poi una costante in tutti i miei romanzi devo dire che c’è, ed è evidente: c’è sempre una parte di vero in quello che scrivo. Può essere un mondo distopico o un fantasy medievale ma alla fine non sfuggo mai a ciò che mi ha resa quello che sono oggi: l’umanità. Redenzione e seconde possibilità ci sono sempre, sono immancabili, perché sono le cose che accompagnano la mia vita. Ed è immancabile l’ambientazione italiana, Roma, Milano e Napoli in primis. I miei personaggi non sfuggono al trope Star-Crossed Lovers – amori contrastati e ostacolati – perché anche in questo caso ha contraddistinto davvero la mia vita, non solo sulla carta. Quali sono i tuoi libri preferiti? Sono versatile anche come lettrice, la mia libreria potrebbe destabilizzare chi dovesse trovarsi a osservarla: trent’anni di collezione di Dylan Dog che arriva al soffitto, una fila di Lee Child e tutti suoi Jack Reacher; una fila di J. Martin e Game of Thrones, Michael Ende e la sua Storia Infinita, e Rovine di Scott Smith. Poi però c’è tutto quello che hanno scritto Arianna di Luna e Amabile Giusti, ad esempio. Insomma, autori che non hanno niente in comune, ma che mi permettono di continuare a viaggiare in salotti sempre diversi, non so se mi spiego. E allora c’è Nabocov con la sua Lolita, c’è Scott Spencer e la sua Nave di carta, tutti i libri della Duras e le sue Amanti. I soliti grandi classici, invece, non li amo particolarmente. Le solite sorelle Bronte o la Austen non mi catturano come ha fatto Margaret Mitchell col suo Gone with the wind o Baudelaire con i suoi Fleur du Mal o Dante con La Divina Commedia che immancabilmente leggo da una vita, cito e traduco neanche dovessi presentarmi a un esame. Alessandra Star: cosa mi aspetta nel futuro Quali sono i tuoi prossimi progetti? Di progetti ce sono quattro, in particolare. Il primo è il romanzo in uscita il 20 marzo 2025 che presento in anteprima proprio al Romance Book Party di Napoli e non sto più nella pelle all’idea. È ambientato proprio a Napoli, nel quartiere Vomero. Tre
Betty Ivy al Romance Book Party

Betty Ivy al Romance Book Party: l’intervista Betty Ivy parteciperà al Romance Book Party: l’autrice sarà a Napoli il 1 giugno 2025 per incontrare i suoi lettori e far conoscere i suoi lavori. Intanto possiamo conoscerla meglio attraverso questa esclusiva intervista in cui ci ha raccontato qualcosa in più di sé, dei suoi romanzi e dei suoi progetti futuri. Due chiacchiere con Betty Ivy Ciao Betty, raccontaci qualcosa di te! Sono una persona determinata, quando mi metto in testa qualcosa, vado fino in fondo. Questo è sicuramente un pregio, ma anche un difetto, perché a volte mi porta a essere troppo rigida. Anche se, a dirla tutta, non mi prendo troppo sul serio. Amo le sfide e mi piace mettermi alla prova e la scrittura, per me, è questo: una grande passione che mi permette di esplorare, crescere e, soprattutto, sentirmi libera. Scrivere mi fa stare bene: mi tiene compagnia, mi libera dalle tensioni e mi consente di volare con l’immaginazione. La scrittura mi porta in un mondo più intimo e creativo. Ho tanti sogni nel cassetto, ma preferisco non svelarli: tenerli segreti li rende ancora più speciali. Le mie ambizioni sono semplici ma profonde: migliorarmi sempre, cercare la felicità e trovare la serenità. Ho realizzato molti sogni, ma ci sono stati anche errori e sconfitte che, col senno di poi, rifarei comunque, perché mi hanno resa quella che sono. Per quanto riguarda il mio stile, amo spaziare. Ho scritto un thriller, poi un young adult/dark romance e ora sto lavorando a un fantasy. Attraverso la scrittura cerco di raccontare la distinzione tra realtà e fantasia, ma anche la loro connessione. Nei miei libri mi piace mescolare storie vere con elementi fantastici e portare i lettori a riflettere, sognare e vivere nuove avventure. Un altro elemento fondamentale nei miei scritti è la natura, che è spesso un personaggio silenzioso ma presente, capace di amplificare le emozioni e di intrecciarsi con i destini dei protagonisti. I suoi romanzi Cosa scrivi? Scrivo principalmente romantic suspense, dark romance, young adult e romantasy, generi che mi permettono di esplorare emozioni complesse e dinamiche relazionali profonde. Ogni genere mi affascina per un motivo diverso: la tensione psicologica del romantic suspense, l’intensità dei sentimenti nel dark romance, la scoperta di sé e dell’amore nell’young adult e l’infinita libertà creativa del romantic fantasy. Adoro sperimentare con diversi trope, perché mi permettono di esplorare i sentimenti umani più profondi: il Second chances perché esplora il perdono, la crescita personale e il desiderio di riscatto; l’Enemies to lovers perché racconta come l’odio può trasformarsi in amore; il Forbidden love perché con l’amore che supera ogni ostacolo si affrontano tabù; e infine lo slow burn, perché si crea tensione emotiva. Nelle mie storie affronto tematiche vicine alla crescita personale, all’introspezione e all’inclusività. Credo che ogni storia debba essere uno spazio in cui il lettore possa sentirsi compreso, libero di riconoscersi nei protagonisti o nei loro percorsi. Per questo amo inserire temi come il superamento di traumi, l’accettazione di sé e la scoperta della propria strada, senza giudizi e pregiudizi. L’inclusività è fondamentale per me: voglio creare storie che offrano un rifugio a chiunque possa sentirsi rappresentato o compreso nelle pagine di un libro. Ogni mio lavoro è un mix di introspezione, fantasia e sentimenti, dove la realtà e l’immaginazione si intrecciano per far riflettere, sognare e ispirare chi legge. Betty Ivy: ecco come ho iniziato Come hai iniziato? La mia passione per la scrittura è cresciuta con me. Non ho iniziato a scrivere da bambina, anche se ho sempre amato le storie e tenevo il mio diario segreto. La scrittura è arrivata in un momento della mia vita in cui avevo bisogno di uno spazio personale e dare voce ai sentimenti. I miei primi tentativi sono stati timidi, poi con il passare del tempo, questa inclinazione si è trasformata in una vera e propria passione. Ho scoperto quanto il raccontare storie fosse liberatorio e mi desse la possibilità di scoprire il mondo esterno attraverso l’immaginazione. La strada verso la pubblicazione non è stata lineare. Avevo paura di non essere all’altezza, di non essere compresa o accettata. Tuttavia, ho capito che ogni sfida è anche un’opportunità per crescere. La pubblicazione è arrivata dopo dedizione, studio e pratica. Ogni romanzo è per me un nuovo mondo da costruire, dove metto in gioco la mia creatività e la mia vulnerabilità. Scrivere è un processo che mi ha permesso di superare ostacoli personali, di migliorarmi continuamente e di trovare serenità. Influenze e ispirazioni Quali sono i tuoi libri preferiti? Leggere è sempre stato per me come vivere mille vite diverse. Durante l’adolescenza ho amato profondamente i classici della letteratura, come Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde, Lo Strano Caso del Dottor Jekyll e del Signor Hyde Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen e Cime Tempestose di Emily Brontë hanno un posto speciale nel mio cuore perché hanno influenzato molto la mia visione delle relazioni nei romanzi. Avendo una passione per il mistero e l’inquietudine, ho amato i romanzi di Stephen King, maestro dell’horror, e tra gli autori italiani, adoro Donato Carrisi. Nel mondo del romance contemporaneo, sono rimasta colpita da After di Anna Todd, ma anche da It Ends With Us di Colleen Hoover. I miei preferiti però, sono stati i romanzi di Caroline Kepnes, da cui è tratta la serie televisiva You. E anche Pretty Little Liars di Sara Shepard, che ha ispirato l’omonima serie TV, mi ha colpita. Entrambi raccontano storie dove il confine tra amore, ossessione e pericolo è sottile. C’è però un romanzo che ho sempre cercato ma che non ho mai trovato: una storia che riesca a fondere il romance con elementi di fantasia, mistero e avventura in modo ancora più unico e avvincente. E vuoi scriverlo tu? Sì, è proprio questo che mi spinge a scrivere: creare storie che io stessa vorrei leggere. Adoro la libertà di poter spaziare tra diverse atmosfere. La mia scrittura esplora temi come l’amore, il cambiamento, il trauma, la scoperta personale




























