Martina Pirone al Romance Book Party

Martina Pirone

Martina Pirone al Romance Book Party: l’intervista Martina Pirone sarà al Romance Book Party di Napoli per incontrare i suoi lettori e presentare le sue opere! Nell’attesa che il primo Festival del Romance del Sud Italia arrivi, conosciamola meglio attraverso le sue stesse parole, in quest’intervista esclusiva in cui si è raccontata! Due chiacchiere con Martina Pirone Ciao Martina, raccontaci qualcosa di te!  Mi chiamo Martina, ho 34 anni e vivo a Roma con mio marito e le nostre due gattine Tracy e Milù. Di giorno sono un’educatrice negli asili nido della capitale e di notte mi trasformo in scrittrice. Sulle prime sono diffidente, ma do il cuore a chi mi sta accanto. Testarda, protettiva, decisa e leale, ma anche disordinata, lunatica e molto molto autoironica. Ho molte passioni e poco tempo per portarle avanti tutte e la scrittura è il collante che tiene insieme ogni mio pezzo. Amo far ridere, infatti il mio genere preferito è la commedia romantica e il mio spirito guida è Sophie Kinsella. Sono incline alla sperimentazione, perciò, ho provato a scrivere anche sport romance. E il progetto che ad oggi mi rende più orgogliosa è Royal Collision, il terzo romanzo di una serie, la Royal Series,  composta da sei volumi scritti da sette autrici, tutti legati da una sottotrama suspense. Prendo ispirazione da qualsiasi cosa mi circonda: dialoghi ascoltati per sbaglio, eventi realmente accaduti che poi rielaboro, storie che mi raccontano… Poi il tutto viene amalgamato a ritmo di musica! Uno dei miei sogni più grandi lo state realizzando proprio voi del Romance Book Party, dandomi la possibilità di partecipare a un evento internazionale accanto ai più grandi nomi del nostro genere, quindi grazie dal profondo del cuore. Il rapporto con la scrittura Cosa scrivi? Che sia uno sport romance, una commedia romantica o qualcosa di più impegnativo a livello emotivo, nei miei romanzi troverete sempre “eroi comuni” che combattono con la vita di tutti i giorni per arrivare al loro lieto fine. Amo la commedia o lo stile ironico perché sono un’inguaribile ottimista e credo che il sarcasmo sia un mezzo potentissimo sia per dare ritmo alla storia sia per dare spunti di riflessione senza risultare “pesanti”. Perché scrivi? Scrivo per un’infinità di motivi. Primo tra tutti, per la passione di creare un qualcosa da zero. Amo il processo creativo e me lo vivo dalla prima idea appannata che mi viene in mente fino alle battute finali dell’editing. Penso che sia una delle cose più soddisfacenti al mondo poter stringere fra le mani il prodotto di mesi di lavoro. Scrivo perché è il mio modo di comunicare, di dare la mia visione del mondo, di dare speranza attraverso il mio ottimismo, di far trascorrere qualche ora di allegria a chi non ne vive moltissimi nella vita reale. E, infine, per rielaborare tutte le emozioni che ho dentro e che fanno fatica a uscire. La scrittura per me è vita. Dalla lettura alla scrittura Come ti sei approcciata alla scrittura? Ho sempre amato scrivere. Sin da piccola inventavo storie e riempivo pagine dei diari segreti con le mie emozioni e gli eventi che più mi colpivano. Diventata adolescente, per molto tempo ho accarezzato l’idea di diventare una giornalista, ma mai avrei pensato di scrivere un romanzo. Mi sbagliavo. Non sono mai diventata una giornalista e, dopo una laurea in lingue e letterature straniere e l’estenuante ricerca di un lavoro, ho ricominciato a leggere romanzi attuali. Mi sono innamorata di Harry Potter, Twilight e sono approdata al romance dove ho trovato autrici splendide e amiche ancora più splendide! E in questo clima di condivisione è arrivata anche l’idea per il mio primo romance, Three point shot. Da quel giorno, nell’ormai lontano 2017, non mi sono più fermata. Oggi quali sono i tuoi libri preferiti? Ho sempre amato leggere e ricordo che quando lessi per la prima volta io la favola della buonanotte a mia madre, mi sentii la bambina più felice del mondo. I miei compagni alle elementari impazzivano per Harry Potter, io mi innamoravo delle storie di Angelo Petrosino, Bianca Pitzorno tutta la collana del Battello a Vapore. Crescendo sono passata a Le Ragazzine e a leggere qualche classico come Robin Hood. Ma l’amore vero per un’autrice è arrivato alle medie, quando una mia compagna mi regalò I love shopping di Sophie Kinsella. Amo molto anche i gialli datati come la serie di Nero Wolfe o Il Commissario Maigret e grazie all’università mi sono avvicinata ai classici e alla letteratura (e opere teatrali) europea, con particolare interesse per quella spagnola. Insomma, leggo di tutto. Non amo i romanzi troppo spicy e, se si tratta di romance, pretendo il lieto fine. Martina Pirone: i miei progetti per il futuro Cosa stai scrivendo ora? Ho iniziato da pochissimo a lavorare sul mio prossimo romanzo e posso dirvi che sarà una nuova commedia romantica, autoconclusiva, con una protagonista, come al mio solito, un po’ pazzerella e dei personaggi secondari abbastanza ingombranti. Spero di tornare a farvi ridere e sognare. Come sempre, metterò tutta me stessa per far sì di darvi un prodotto che sia al massimo delle mie possibilità. Non posso svelarvi di più perché al momento sono anche io in fase conoscitiva dei personaggi e della trama… non vi resta che rimanere sintonizzati per scoprire di più! Photo Credit: Martina Pirone on Instagram

Sienna Zini al Romance Book Party

Sienna Zini

Sienna Zini al Romance Book Party: l’intervista Sienna Zini sarà al Romance Book Party: l’autrice bolognese incontrerà i suoi lettori a Napoli, il 1 giugno 2025. Nell’attesa possiamo conoscerla meglio attraverso le sue stesse parole, in quest’intervista rilasciata in esclusiva per noi! Due chiacchiere con Sienna Zini Ciao Sienna, raccontaci qualcosa di te! Mi chiamo Sienna, ho 48 anni e sono nata a Bologna. Per lavoro ho vissuto all’estero, tra Stati Uniti e India, esperienze incredibilmente formative, soprattutto il mio periodo indiano. Con una laurea in Giurisprudenza, ho lavorato per tredici anni nella consulenza del lavoro, un’esperienza che mi ha dato molte soddisfazioni professionali ma non era la mia vera vocazione. Ho anche un cane dolcissimo, un trovatello che ha viaggiato con me fino in India. La cucina è una mia grande passione, anche se i dolci non fanno per me: come dice una mia amica indiana, richiedono troppa pazienza per una nervosetta come me. La mia passione più grande, però, è la lettura.  Una delle cose più folli che ho fatto? Andare in deltaplano in Slovenia! Un’esperienza adrenalinica indimenticabile. Sono una persona piuttosto introversa, ma allo stesso tempo amo conoscere gente nuova. Anche se odio parlare di me stessa, adoro ascoltare le storie degli altri. È una passione nata con le storie che mi raccontavano i miei nonni e non è mai scomparsa. Ed è anche la ragione per cui diventare un’autrice è da sempre stato il mio sogno nel cassetto. Un sogno che per molti, troppi, anni ho ignorato. I miei romanzi Cosa scrivi? Le mie storie nascono da personaggi che prendono vita nella mia mente e insistono per essere raccontati. Sono quella che viene definita una pantser: non ho una trama definita fin dall’inizio, mi lascio guidare dai miei personaggi e dalle loro evoluzioni. Ma un tratto comune a tutti i miei libri è che sovvertono o mischiano i classici tropes. Ad esempio Il Mio Unico Duetto è un mafia romance, ma il protagonista, Nicolas, rimane coinvolto solo perché vuole salvare la donna di cui si sta innamorando. E ho sovvertito un tropo anche nell’ultimo libro che ho scritto, che è un romantasy, e non sarà di certo l’ultimo. Mi sono divertita tantissimo a scriverlo! L’altro tratto comune a tutte le mie storie è l’aspetto psicologico. Credo che una delle più grandi sfide in tutte le relazioni sia l’essere in grado di lasciarsi alle spalle la propria storia ed il proprio bagaglio emotivo. Essere in grado di crescere ed evolvere in una versione di sé che sia aperta all’amore ed in grado di dare e ricevere in maniera adulta e rispettosa. Tutti i miei personaggi intraprendono un percorso di evoluzione personale, spesso segnato da momenti di separazione che li aiutano a comprendere sé stessi e a diventare capaci di un amore maturo e reciproco. Sienna Zini: i primi passi da scrittrice Come hai iniziato la tua carriera da scrittrice? Ho sempre amato perdermi nelle storie: quelle che mi venivano raccontate, quelle che leggevo e quelle che inventavo nella mia mente. Ho provato molte volte a mettere queste storie su carta ma non ero mai soddisfatta del risultato. Il punto di svolta è stata la pandemia. Sono stata travolta da una storia ed ho cominciato a scriverla, in inglese questa volta. Ho scritto, riscritto, cancellato, fino a capire che dovevo lasciare che i personaggi prendessero il controllo. Ho scoperto di avere un modo tutto mio di scrivere, più incentrato sui sentimenti e le emozioni che sulle descrizioni dettagliate. Le mie storie vivono nei cuori e nelle menti e l’ambiente circostante è accennato giusto quel tanto da rendere possibile visualizzarlo. Anche se non sono ancora un’autrice famosa, scrivere mi riempie il cuore e nutre la mia anima ed ho la fortuna di avere lettori appassionati che amano il mio lavoro. Ho scelto l’auto-pubblicazione perché non volevo condividere subito le mie storie con il mondo e continuo a sceglierla per la libertà creativa che mi garantisce. Non è stato un percorso facile: ho dovuto affrontare diverse sfide, soprattutto imparare a promuovere il mio lavoro sui social media. Ma la soddisfazione di vedere le mie parole raggiungere le persone e di creare una piccola comunità di lettori appassionati ha ripagato ogni sforzo. Recentemente, ho deciso di tradurre i miei libri in italiano perché mi mancava un contatto diretto con i lettori. La risposta è stata entusiasmante e mi ha dato la conferma che stavo facendo la cosa giusta. Da lettrice a scrittrice Quali sono i tuoi libri preferiti? Sono sempre stata una lettrice appassionata. E quando scopro un autore che mi piace, di solito mi immergo nella sua opera completa. I miei primi veri romanzi sono stati i gialli di Agatha Christie, seguiti presto dagli horror di Stephen King. Forse un po’ troppo presto per la mia giovane età, come testimoniano le innumerevoli notti insonni! Il liceo classico mi ha aperto le porte dei grandi classici, anche se devo confessare un’intolleranza per James Joyce. I suoi libri non fanno proprio per me. Vado pazza, invece, per John Irving. Il mondo secondo Garp è uno dei miei libri preferiti. Shakespeare è una delle mie grandi passioni, come anche Pirandello. Ho amato praticamente tutti gli autori russi ed il mio primo incontro con il romance è stato L’amante di Lady Chatterley. Tra gli autori contemporanei i miei preferiti sono Jody Ellen Malpas – infatti il suo This Man è stato il romance che ho riletto più volte in assoluto – Emily McIntire, Megyn Ward. Perché scrivi? Spero che i lettori nei miei libri trovino intrattenimento ed un momento di fuga, ma anche la possibilità di riflettere sulle fragilità che caratterizzano ognuno di noi e su come crescere in una relazione. Per questo le mie protagoniste femminili non sono supereroine invincibili, ma donne che affrontano le loro paure, i loro dubbi, le loro fragilità. Sono forti perché, nonostante le ferite, si rialzano sempre, più determinate di prima. La loro forza risiede nella capacità di perdonarsi e di continuare a crescere, giorno dopo giorno. E, non importa

Fabiana Vestoso al Romance Book Party

Fabiana Vestoso

Fabiana Vestoso al Romance Book Party: l’intervista Il Romance Book Party è pronto ad accogliere Fabiana Vestoso! L’autrice sarà a Napoli il 1 giugno 2025 per incontrare i lettori e presentare le sue opere. Nell’attesa possiamo conoscere meglio lei e i suoi lavori attraverso le sue stesse parole, grazie a quest’intervista rilasciata in esclusiva per noi! Due Chiacchiere con Fabiana Vestoso Ciao Fabiana, ti va di raccontarci un po’ di te? Sono una sognatrice: sogno in continuazione e, ciò che sogno, lo riporto nei miei libri. Ogni mio personaggio possiede una parte di me, soprattutto i difetti! E dato che ne sono tanti, ve ne dirò solo tre: sono volubile, pigra, e una sognatrice. Sì, vale anche come difetto, perché mi ritrovo con la testa tra le nuvole così spesso che dimentico tutto il resto. Oltre ai tre difetti, dò anche tre pregi: il primo è che sono molto autoironica. E l’autoironia aiuta a superare la noia della vita. Qualcuno dice che sono divertente; e, infine, mi piace mettermi in gioco. Quest’ultimo l’ho capito da poco. Ho tenuto i miei romanzi nel cassetto per molto tempo prima di decidermi a pubblicarli, e ora me ne pento, perché ho capito che non voglio più smettere. Voglio che le persone conoscano le mie storie, se ne innamorino e si arrabbino anche. Con la mia scrittura desidero trasportare il lettore in una nuova vita da vivere insieme. Il mio rapporto con la scrittura Di cosa ti piace scrivere? Scrivo principalmente libri erotici dai tratti dark. La maggior parte dei miei libri tratta temi importanti che cerco di introdurre nel modo più leggero possibile, perché le mie storie vogliono essere semplicemente una fuga dalla realtà. I punti di forza sono l’originalità e lo spicy che qualcuno ha definito “elegante.” Provare per credere! Com’è iniziata la tua carriera da scrittrice? La mia passione è nata quando avevo appena tredici anni. A scuola, la nostra insegnante ci faceva leggere e scrivere racconti, e io ho trovato nella scrittura il mio rifugio. Ho iniziato a scrivere per me stessa. Ho scritto il mio primo romanzo a sedici anni e ce ne ho messi solo dieci per decidermi a pubblicarlo. Nel mentre ho continuato a scrivere, e se c’è una cosa su cui sono certa è che non smetterò mai di farlo. E oggi perché scrivi? È iniziato tutto come una via di fuga. Ricordi quando eri adolescente e odiavi la tua vita? Scrivere era il mio modo di evadere da quella vita che mi stava stretta. Viaggiare attraverso le pagine, vivere avventure che ti spaventerebbero nella vita reale, innamorarsi centinaia di volte. Non mi stancherò mai della sensazione che ti dà iniziare una nuova storia. Fabiana Vestoso: i miei progetti futuri Quali sono i tuoi libri preferiti, che ti hanno influenzata? Il mio libro preferito in assoluto è Kill Switch di Penelope Douglas. Di quel romanzo ho amato le emozioni percepite in quelle pagine dalla protagonista, il dolore provato da lui, e l’amore che li legava. La saga di cui fa parte, la Devil’s Night, è la mia saga dark preferita, mentre per il romance, non ho un libro preferito, ma amo da impazzire la saga I ragazzi di Jackson Harbor di Lexi Ryan. Non sono una grande patita di classici, ma di tanto in tanto mi piace leggere anche qualche giallo o fantasy. Cosa stai scrivendo ora? Ho tanti progetti e sono davvero elettrizzata. Una volta conclusa la saga Toxic Hearts, potremmo ancora sentire parlare dei personaggi di The Darkest Soul. Da poco ho pubblicato una romcom che vi ruberà il cuore, e su Wattpad potreste trovare qualcosa che vi toglierà il fiato. Si chiama Crimson Lust, un triangolo, hate to love, forced proximity e Forced…. Marriage. Sono certa che non vi deluderà. Leggere per credere! Photo Credit: Fabiana Vestoso on Instagram 

Ellie Rose Strange al Romance Book Party

Ellie Rose Strange

Ellie Rose Strange al Romance Book Party: l’intervista Ci sarà anche Ellie Rose Strange al Romance Book Party! L’autrice sarà a Napoli, il 1 giugno 2025, per partecipare al primo Festival internazionale del Romance del Sud Italia. Se volete conoscere lei e le sue opere, non perdetevi quest’intervista esclusiva! Due chiacchiere con Ellie Rose Strange Ciao Ellie, parlaci di te! Sono una ragazza che va contro corrente, che sogna in grande, che non ha paura di mettersi in gioco. Troppo positiva, troppo testarda, sicuramente logorroica, ma non posso farci granché. Quando inizio a parlare, è difficile che io riesca a smettere. La storia con cui ho imparato a farmi conoscere attraverso il booktok e il bookstragram fa parte della The Witch Academy Saga, una pentalogia dark fantasy romance dove stregoneria e mitologia greca si fondono a elementi mystery-horror e dark. Fin da piccola ho sempre avvertito la mancanza nel mercato editoriale di un fantasy completo. Insomma, se amo il paranormal, il fantasy romance e il dark, perché devi per forza scegliere tra l’uno o l’altra? Perché non combinarli insieme, dandogli un senso nuovo? È quello che ho fatto con Witch Academy: creare un’opera completa, ricca di tutti gli elementi fantasy che mi sono sempre piaciuti, come streghe, angeli, demoni, divinità greche e chi più ne ha più ne metta. I miei romanzi Cosa scrivi? Amo tutto ciò che ha a che vedere col dark fantasy e il dark romance. Mi appassiona scrivere storie con personaggi imperfetti, sbagliati, spezzati. Adoro mostrare la fragilità dell’animo umano anche attraverso la sua oscurità. Ci vedo un fascino che mi attrae. Al contempo, adoro mostrare la luce. Non ho un trope preferito, ma la dinamica strangers to enemies to lovers mi fa impazzire, letteralmente! Credo che sia bellissimo riuscire a creare due personalità opposte e trovare il modo di farle collidere, di fondersi e bilanciare. Dopotutto non è quello che facciamo noi, in ogni relazione? Ci mettiamo in gioco, cerchiamo di aprirci, di migliorarci, di far star bene l’altra persona nonostante i difetti, le incomprensioni e le difficoltà. Questo è quello che tento di far fare ai miei personaggi, aggiungendo una buona dose di spicy. Quella non guasta mai. Ellie Rose Strange: la mia scrittura tra esordi e ispirazioni Come hai iniziato a scrivere? Ho sempre amato leggere, anche in tenera età. Tuttavia non riuscivo a trovare una storia con tutti gli elementi fantasy che amavo, dovevo per forza leggere solo di fate o di streghe, licantropi o vampiri, draghi o sirene… Non esisteva ancora un romanzo in grado di fondere tutti questi elementi. Così l’ho creato io. Witch Academy è nata tra i banchi di scuola, dal bisogno di una ragazzina di seconda media di dar voce alle proprie fantasie. E mentre tutti si affaccendavano su MSN o a buttar giù fanfction su Hermione Granger e Draco Malfoy o Edward, Jacob e Bella, io davo vita alla mia accademia di stregoneria, gestita da divinità greche. Non è stato facile, perché all’epoca non avevo le disponibilità economiche o le conoscenze che ho adesso. Witch Academy è rimasta per quasi vent’anni dentro un cassetto, in attesa di vedere la luce. E l’ha fatto: a dicembre 2023 è uscita la prima edizione e non potrei esserne più felice. A distanza di un anno ho avvertito l’esigenza di dare una rinfrescata, non solo alla storia, ma anche al suo aspetto. Adesso sono super felice, entusiasta e soddisfatta del risultato! Quali sono i tuoi libri preferiti? I miei autori preferiti sono senza ombra di dubbio Neil Gaiman con Coraline, Rick Riordan e la saga di Percy Jackson e Kate Tiernan, grazie alla quale mi sono avvicinata alla Wicca, pur non essendo una praticante, ma solo inguaribilmente curiosa riguardo tutto ciò che ha a che vedere con la natura e l’esoterismo. I progetti futuri Cosa ti spinge a scrivere? Amo parlare di fragilità. Trovo che, in un mondo in cui la perfezione viene fatta passare come “credo” o “bellezza assoluta” sia importante ricordare che nessuno è perfetto. Oppure, che lo si può essere nonostante le cicatrici, gli sbagli e le difficoltà. È questo che, nel mio piccolo, cerco e spero di trasmettere con i miei libri: siamo umani, anche dopo aver toccato il fondo, anche nell’oscurità. Quali sono i tuoi prossimi progetti? La mia “missione” per questo 2025 è di completare la pentalogia della The Witch Academy Saga, perché non riesco a iniziare un progetto e a lasciarlo a metà. Ho bisogno di chiudere “un legame” prima di gettarmi a capofitto su nuovi personaggi e nuove storie. Ma i progetti ci sono. Per esempio due dark romance autoconclusivi, una dilogia paranormal romance con focus sulla mitologia egizia e una serie di romanzi dark fantasy horror autoconclusivi di cui non vedo l’ora di poter parlare. Al momento – ed è strano detto da me – sto cercando di mantenere il silenzio stampa! Photo Credit: Ellie Rose Strange on Instagram

Stella Costa al Romance Book Party

Stella Costa

Stella Costa al Romance Book Party: l’intervista Stella Costa sarà al Romance Book Party di Napoli, il 1 giugno 2025. L’autrice incontrerà i suoi lettori e presenterà in anteprima al nostro evento il suo terzo romanzo! Nel frattempo possiamo leggere le sue dichiarazioni rilasciate in esclusiva per noi in quest’intervista. Due chiacchiere con Stella Costa Ciao Stella, raccontaci chi sei! Mi chiamo Stella e ho 43 anni. Sono una persona molto timida e introversa e, spesso, il mio carattere diventa il mio più grande nemico e il mio più invalicabile limite. Ho iniziato a scrivere da bambina, ma un giorno ho smesso di dare voce ai miei pensieri, perché a scuola mi sentivo dire troppo spesso che non ero brava, non avevo idee e non ero portata per la scrittura. Mi sono rinchiusa ancora di più nel mio mondo fantastico, vivendo nella bolla delle mie fantasie e dei miei sogni a occhi aperti. Cosa ti ha spinto a iniziare a scrivere così presto? Mi sono avvicinata alla scrittura dopo la morte prematura della mia mamma. Avevo bisogno di esorcizzare il mio grande dolore e, più scrivevo, più sentivo il desiderio di raccontare qualcosa. La sua storia. O meglio ciò che me l’aveva portata via. Desideravo cristallizzare il suo ricordo in un punto fisso dell’eternità. Per lei ho ricominciato a scrivere e per lei continuerò a farlo, sperando di renderla fiera di me anche se da lassù. La scrittura che trasforma la sofferenza in speranza Cosa ti piace scrivere? Sono un’eterna romantica e idealista, motivo per il quale scrivo solo romance. Sono convinta che l’amore possa superare tutti i limiti, anche quelli dell’impossibile. Il mio primo romanzo, infatti, è un soft dark romance in cui mostro come la forza dell’amore e delle illusioni riesca a sconfiggere e superare anche quelli imposti dal destino. In questo libro affronto temi delicati come quello della malattia, della resilienza e della forza delle illusioni ma anche di alcune tematiche che mi stanno molto a cuore, tra cui il bullismo, sempre usando la delicatezza e l’attenzione a non urtare la sensibilità del lettore. Nel secondo romanzo invece ho abbandonato il dark per dedicarmi solo alla forma più pura dell’amore e della passione. I miei tropes preferiti sono il love triangle e il forbidden love, temi che esploro in ogni mia storia. Oserei dire che nelle mie storie lascio che le protagoniste vivano l’amore senza freni. Perché scrivi? Scrivo perché sento di avere dentro di me un’enormità di emozioni che non riesco a esprimere nella realtà; perché nelle trasposizioni immaginarie dei miei romanzi vivo tante vite. Lo faccio perché ho bisogno di sognare, di scappare in luoghi lontani dove il dolore si trasforma in opportunità, e la disperazione diventa speranza. Scrivo per trovare me stessa e affermare la mia voce in un mondo che sembra negare ogni espressione. E scrivo per voi. Per regalarvi emozioni e trasportarvi nel mio mondo in cui l’amore vince sempre, nonostante tutto. Stella Costa: una sorpresa per il Romance Book Party E quali sono, invece, i tuoi libri preferiti? Quando ero piccola amavo molto leggere, per me era un altro modo di evadere dalla realtà da cui, più spesso di quanto necessario, volevo estraniarmi. I miei libri preferiti, quelli che ancora ricordo e porto nel cuore, erano Il piccolo Principe e Pollyanna. In età scolare, invece, ho amato Il Ritratto di Dorian Grey. Da adulta mi sono avvicinata al mondo del romance durante la pandemia: improvvisamente avevo tanto tempo libero e sono diventata un’accanita lettrice. Il mio romanzo preferito, ad oggi, è Relentless di Anne L. Evans, una storia che mi ha colpito molto e che mi è rimasta impressa per la profondità dei temi trattati e la delicatezza con cui l’autrice è riuscita a parlarne senza cadere nel volgare. Ma ce ne sono tanti altri che adoro, per genere e trama, che mi hanno anche dato la spinta per iniziare a scrivere. Adesso, infine, a cosa stai lavorando? In questi ultimi mesi sto ultimando la revisione del mio terzo romanzo. Un libro a cui tengo molto perché tratto argomenti come la forza, la resilienza e la voglia di rinascere nonostante le difficoltà della vita. Lo presenterò in anteprima al Romance Book Party, in una veste bellissima! Nei miei progetti futuri, oltre a questo romanzo, c’è anche la pubblicazione di un forbidden romance molto particolare, che è stato preso da una casa editrice in fase di stesura. Vado molto fiera di questo romanzo perché è quello che ho iniziato a scrivere con più consapevolezza e al massimo delle mie capacità! Photo Credit: Stella Costa on Instagram

Federica Sobrero al Romance Book Party

Federica Sobrero

Federica Sobrero al Romance Book Party: l’intervista Federica Sobrero parteciperà al Romance Book Party! L’autrice sarà a Napoli, il 1 giugno 2025, per incontrare i suoi lettori e far conoscere le sue opere! Nel frattempo, però, possiamo approfondire la sua conoscenza e quella dei suoi lavori grazie alle sue stesse parole, attraverso quest’intervista esclusiva che ha rilasciato per noi del RBP! Due Chiacchiere con Federica Sobrero Ciao Federica, ti va di raccontarci qualcosa di te? Ho quasi 33 anni e vivo a Torino. Dopo 9 anni a Milano dove lavoravo per un’agenzia di viaggi ed eventi per le aziende sono ritornata a Torino e negli ultimi tre anni e mezzo seguo una famiglia, sono la loro House manager. Fin da piccola ho avuto il sogno di diventare una criminologa ma, per una cosa o per l’altra, è rimasto lì nel cassetto. Sono una persona solare, timida e riservata quando non conosco una persona, e molto testarda. A sei anni ho iniziato a giocare a tennis e tutt’oggi lo pratico. Quando ero più “giovane” ho fatto agonismo ma con il subentrare del lavoro, per di più in un’altra città, ho dovuto un po’ lasciare andare l’attività. Cosa scrivi? Un Passo alla Volta è la mia prima esperienza letteraria. Ho scritto una storia d’amore tra due giovani, ambientata nel mondo del tennis, che potesse tenere incollati alla storia grazie alle varie peripezie a cui entrambi sono soggetti. Infatti si è spinti dalla curiosità di sapere come andranno a finire le cose, se ci sarà il lieto fine. È una storia scorrevole, semplice, anche nel linguaggio, ma non scontata. È uno sport romance, autoconclusivo, ha il doppio pov, è uno slow burn, e lui è un personaggio famoso. La scrittura e i progetti futuri Questo, per ora, è il tuo unico romanzo, ma come ti sei avvicinata alla scrittura? Quando ero più piccolina, a dieci o dodici anni, ricordo di un episodio in cui presi un’agenda che avevo in camera e iniziai a scrivere una storia. Non so per quanto tempo portai avanti la cosa, però ricordo che avevo scritto dei dialoghi tra i personaggi. Crescendo non ho mai avuto altri episodi di questo tipo. A metà gennaio 2024 con il cellulare in mano sotto le coperte ho iniziato a scrivere delle bozze nelle note e da lì è partita una storia, che ogni notte proseguiva, finché non sono arrivata alla fine. Cosa ti spinge a scrivere? Ho iniziato a scrivere il mio manoscritto in un momento lavorativo in cui ero molto stressata e avevo bisogno di evadere dalla realtà e far in modo che la mia testa non continuasse a pensare alle cose della giornata. Ho creato così un mondo parallelo, dove rifugiarmi nelle mie notti insonni. La prima stesura dell’opera, infatti, è avvenuta tutta di notte! Quali sono i tuoi libri preferiti? A scuola in realtà non ho mai amato la lettura, o per lo meno non ho mai provato interesse per i libri che venivano assegnati come compiti. Fin da adolescente ho sempre letto le storie d’amore, letture che non erano mai nei programmi dei professori a scuola. A volte mi sono addentrata in qualche giallo, vista la mia passione per la criminologia, ma non sono mai riusciti a catturarmi del tutto. Il libro che più mi è rimasto impresso è Il Bacio della Vita di Eva Carter. I progetti futuri Quali sono i tuoi progetti futuri? Ho qualche bozza di trama da sviluppare a cui a volte penso, ma in questo momento della mia vita ho troppe cose a cui pensare: lavoro, costruzione della casa nuova, arredamenti, matrimonio… magari quando decideremo di allargare la famiglia avrò un po’ più di tempo libero. Photo Credit: Federica Sobrero on Instagram

Francesca V. Capone al Romance Book Party

Francesca V. Capone

Francesca V. Capone al Romance Book Party di Napoli: l’intervista Francesca V. Capone sarà al Romance Book Party di Napoli il 1 giugno 2025. L’autrice incontrerà i suoi lettori e farà conoscere i suoi romanzi! Intanto possiamo conoscere meglio lei attraverso l’intervista a cuore aperto che ha rilasciato in esclusiva per noi! Due chiacchiere con Francesca V. Capone Ciao Francesca, raccontaci qualcosa di te!  Sono una mamma di due bambini e mi piace specificarlo perché i miei figli sono una parte fondamentale della mia vita. Cerco di impegnarmi nella carriera di scrittrice anche per dimostrare ai miei bambini che i sogni possono realizzarsi, a volte con un po’ di fortuna, altre con l’impegno e, altre ancora, fondendo le due cose. Le storie compaiono nella mente senza che io le cerchi, spesso attraverso singole scene da cui poi traggo il resto della trama e la caratterizzazione dei personaggi. La scrittura è una valvola di sfogo ma soprattutto il modo che ho per rendere tangibile ciò che immagino, ciò che mi passa per la testa che di solito è parecchio affollata.  Un mio pregio è di certo la pazienza, sono una persona che sa aspettare e che riflette bene prima di fare una scelta. D’altra parte, so essere molto pigra e mi distraggo facilmente. In sostanza sono la campionessa del procrastinare e sono bravissima a ridurmi all’ultimo in qualunque aspetto della vita. Cosa ti piace scrivere? Negli anni mi sono concentrata molto sulla commedia romantica. È un genere romance che sembra semplice da scrivere ma in realtà nasconde tantissime insidie. Strutturare una trama intrigante, mai scontata e che faccia sorride e non sbadigliare è davvero una sfida. Di solito le tematiche che affronto riguardano la crescita personale dei protagonisti, molto spesso legati ad aspettative genitoriali che temono di disattendere e ovviamente mi concentro sulla crescita sentimentale ed emotiva dei personaggi. Inoltre non escludo, un giorno, di approfondire il genere romantasy e di pubblicare qualcosa al riguardo. La passione per la scrittura e il primo romanzo Come è nata la tua passione per la scrittura?  Era il 2007, avevo soltanto diciassette anni, e ho scoperto il sito EFP, quello che a me piace definire il nonno italiano di Wattpad. Dopo alcune fan fiction ispirate ad anime giapponesi di cui non mi era tanto piaciuto il finale, ho deciso di tentare con una storia originale romantica, Il figlio della prof. Dopo pochi capitoli ho ricevuto tantissime recensioni positive e un seguito non indifferente. Qualche anno dopo ho pubblicato la mia prima commedia romantica in self, Chocolat Blanc. Poco dopo è nato lo spin off, Scommetto che mi ami, e poi delle novelle legate a questi due romanzi. Dopodiché mi sono allontanata dalla scrittura per tre anni a causa di un blocco dello scrittore e della mia seconda gravidanza. A marzo dello scorso anno dopo l’incontro con alcune lettrici che mi hanno riconosciuta come l’autrice de Il Figlio della Prof ho deciso di farlo diventare un romanzo vero e proprio.  Così ho contattato un’editor specializzata nel genere romance e ci siamo messe subito a lavoro. Sono stati mesi complicati perché quella storia l’avevo scritta a diciotto anni! Ma alla fine ce l’ho fatta e quel romanzo è diventato il primo di una serie di stand alone che ha preso il titolo di Millennial Love Series. Francesca V. Capone: le sfide del self publishing!   Perché scrivi? Scrivo perché è un bisogno. Molti immaginano il lavoro dello scrittore come qualcosa di romantico, che nasce sempre dal cuore e che è sempre mosso dalla passione. In parte è così, ma produrre un buon romanzo richiede un grande lavoro tecnico, un lavoro di rilettura e editing infiniti. Richiede sangue freddo rispetto alle critiche e alle modifiche necessarie: un’autrice può pensare di aver scritto una scena bellissima, ci si affeziona e poi magari arriva l’editor e le fa notare che quella scena è superflua. È dura vedere il proprio lavoro con occhio critico, ma questo è ciò che mi spinge a continuare. È la parte tecnica che mi motiva e che mi sprona. Un romanzo è una sfida, almeno per me. Forse è questo il vero motivo per cui scrivo: mettermi sempre alla prova con una nuova trama, con una nuova prima bozza, con un nuovo editing, con una nuova ricerca della cover giusta, con un nuovo pubblico. A ogni pubblicazione spero che il mio lavoro venga ripagato da un sorriso delle mie lettrici. Spero che la storia provochi qualche piccolo batticuore, un senso di pace e la certezza che l’amore sia un sentimento fondamentale per qualunque essere umano. Mi piace pensare che sono in grado di far stare meglio una persona e di dipingerle un sorriso sul volto al momento giusto. Una vita da lettrice Quali sono i tuoi libri preferiti? Il mio primo romanzo da lettrice risale a quando avevo sette anni. A scuola ci avevano assegnato da leggere La Gran Fiaba Intrecciata come compito per le vacanze estive. Un semplice romanzo per bambini che mi ha aperto un mondo. Da lì sono andata avanti con letture adatte, man mano, alla mia età, passando, ovviamente, per Piccoli Brividi e Il club delle baby-sitter. A undici anni, ho incontrato per la prima volta Harry Potter e la pietra filosofale che ha consolidato il mio amore per la lettura e mi ha iniziata al mondo del fantasy, da Licia Troisi a Le cronache di Narnia. A quindici anni sono passata al mio primo classico romance: Orgoglio e Pregiudizio. Ho divorato tutta la produzione letteraria di Jane Austen insieme a Cime Tempestose e altri classici: Frankenstein, Dottor Jakyll e Mister Hyde, Oliver Twist, L’Isola del Tesoro e altri ancora. Nel 2014 mi sono imbattuta in Ti Prego Lasciati Odiare di Anna Premoli che mi ha fatto capire cosa volevo scrivere: un romanzo che fa stare bene, che fa ridere e sorridere, cha parla di un amore divertente, che nasce da un odio esilarante. Ad Anna Premoli è seguita qualche anno dopo Felicia Kingsley. Infine per tre anni ho anche

Martina Villa al Romance Book Party

Martina Villa

Martina Villa al Romance Book Party: l’intervista Martina Villa sarà al Romance Book Party di Napoli. La giovane autrice incontrerà i lettori il 1 giugno 2025. Conosciamola meglio attraverso le sue stesse parole, attraverso quest’intervista esclusiva. Due chiacchiere con Martina Villa Ciao Martina, parlaci di te! Sono Martina, ho 25 anni e vivo in provincia di Varese, ma sono una cittadina del mondo. Le persone che mi conoscono mi definiscono paziente e solare. Tra i miei difetti più grandi c’è l’essere ritardataria cronica e disordinata, anche se preferisco definirlo caos creativo. Fin da piccola, ho avuto un amore intenso per la lettura che poi è diventata un’esigenza di scrivere le mie storie. Prendo ispirazione da tutto ciò che mi circonda e dai generi che mi piacciono. Mi piace scavare all’interno dei personaggi e ascoltare le loro storie per poi riportarle su carta. Indubbiamente nelle mie storie non può mancare una dose di dramma, che cerco anche quando leggo, perché mi dà la sensazione di scrivere qualcosa di più simile alla realtà. La musica è una parte preponderante della mia scrittura: cerco sempre pezzi nuovi come accompagnamento delle scene più importanti e significative delle mie storie. Cosa scrivi? Principalmente mi sono occupata di contemporary romance. Le prime due pubblicazioni sono molto diverse dal punto di vista dei temi trattati e dei tropes. A Million Pieces è un contemporary che affronta il tema della crescita personale, inserita nel contesto di un love triangle e delle emotional scars molto intense. Con Come Tempesta su di Me invece mi sono lanciata in un genere che non credevo potesse appartenermi così tanto e invece mi ha fatto scoprire un lato della mia scrittura che pensavo non esistesse: i tropes principali sono police romance, angst, grumpy x sunshine e forbidden love. In questi progetti, come nei prossimi, mi piace portare il mondo femminile al centro di tutto, ovviamente supportato da un universo maschile che mostra il suo lato umano e vulnerabile. La mia scrittura tra passato e presente Com’è iniziata la tua carriera? La mia vita da scrittrice parte in giovanissima età perché avevo la necessità di evadere da un mondo che mi stava particolarmente stretto e focalizzare la mia attenzione sulle storie di altri. Il primissimo tentativo di scrittura è una bozza che voleva assomigliare a una delle tantissime fanfiction che leggevo su Wattpad, ma è rimasta inedita. Il primo romanzo, invece, l’ho pubblicato su Wattpad nel 2015 e adesso è nel mio cassetto pronto per una nuova versione. Nel 2018 ho cominciato a scrivere L’amore che verrà che ho pubblicato su Amazon nel 2021. Era una versione molto acerba di A Million Pieces e infatti questa ripubblicazione è stata una manna dal cielo. Poi è arrivata l’idea su tutto l’universo della California Dreaming Series che oltre alle storie d’amore tra i protagonisti ambientate a Los Angeles, San Francisco e San Diego, racconta il mio amore per gli Stati Uniti. Cosa ti spinge a scrivere? “Scrivo perché sono” è il riassunto della passione che ogni giorno mi fa venire voglia di evadere dalla mia quotidianità e scappare nelle storie e nelle teste dei miei protagonisti. La mia non è solo una passione per la narrazione, ma è proprio la volontà di comunicare certi temi che hanno toccato me o persone vicine a me. Per me è fondamentale creare dei mondi tangibili per i miei personaggi affinché le persone che leggono le mie storie possano essere in grado di immedesimarcisi. La lettura e la scrittura sono processi di catarsi. Quando trovo messaggi dei miei lettori che mi dicono “ho pianto leggendo questa scena” o “mi sono immedesimata in questo personaggio”, mi sento estremamente orgogliosa del mio lavoro perché vuol dire che in qualche modo sono riuscita nel mio obiettivo. Quali sono i tuoi libri preferiti? Sarà banale ma il mio primo approccio al mondo romance è stato con Orgoglio e Pregiudizio della Austen, la madre di tutto il genere. Il primo romance che mi ha fatto venire voglia di scrivere, però, è Buonanotte Amore Mio di Daniela Volontè, perché con i giusti tropes mi aveva catturata e tenuta incollata alle pagine. Avevo il bisogno viscerale di scrivere qualcosa che mi desse le stesse sensazioni. Sono cresciuta con tanti autori stranieri, che hanno fortificato la mia passione per i romanzi con una dose di sofferenza e di realtà. Per me la vera triade è Nicholas Sparks, Jojo Moyes e Gayle Forman. C’è un legame profondo tra amore e dolore in quello che scrivo perché credo che siano indissolubilmente collegati. Martina Villa: i miei progetti futuri Cosa stai scrivendo ora? Al momento sto ultimando la scrittura di Come Sole Dentro Me, secondo volume della California Dreaming Series e che sarà in anteprima al Romance Book Party. È un romanzo al quale sono particolarmente legata proprio perché tratta dei temi forti che si riversano nel passato della protagonista. Nel prossimo futuro, invece, ci sarà l’ultimo romanzo della California Dreaming Series, ambientato a San Diego in un ospedale militare. Il protagonista sarà Brandon, un personaggio che comparirà in Come sole dentro me. Oltre a questo romanzo, sto già progettando uno stand alone che mi porterà nel mondo degli sport romance per la prima volta. Sarà un age gap ambientato negli Stati Uniti, nel mondo del rugby: un rugbista a fine carriera e la figlia universitaria del coach. Puoi anticiparci qualcosa della trama di Come Sole Dentro Me? Judith è una specializzanda inserita all’interno del progetto che rivoluzionerà il mondo della chirurgia. Peccato che a capo del progetto ci sia Carmichael Habbots, la sua nemesi che farà di tutto per metterle i bastoni tra le ruote. Saranno costretti a condividere tanti momenti delle loro vite anche perché il fratello di Judith e la migliore amica di Carmichael si stanno per sposare e loro sono chiamati a essere dei perfetti testimoni di nozze. Photo Credit: Martina Villa on Instagram

J. Ann al Romance Book Party

J. Ann

J. Ann al Romance Book Party: l’intervista J. Ann sarà al Romance Book Party! L’autrice parteciperà al primo Festival internazionale del Romance del Sud Italia che si terrà a Napoli, il 1 giugno 2025. Conosciamola meglio attraverso quest’esclusiva intervista! Due chiacchiere con J. Ann Ciao J. Ann, raccontaci un po’ di te! Si pensi che un’autrice debba essere abituata a parlare di sé, ma un conto è farlo attraverso le pagine delle proprie storie, un conto è farlo senza maschera. Quindi riporterò quello che dice di me chi mi conosce. Sono una persona solare, socievole, creativa, dotata di grande ironia e autoironia, accogliente e generosa. Queste ultime due caratteristiche mi hanno cacciato nei guai più volte di quante sono disposta ad ammettere, perché mi sono ritrovata tradita da persone che consideravo amiche. Sono senza dubbio maniaca del controllo, ma solo per quanto riguarda me stessa! Tendo a farmi troppi film mentali che mi portano di conseguenza a farmi venire ansia senza motivo. E sono testarda. Parliamo di sogni. Ai tempi dell’università mi sono appassionata al marketing e al terzo anno ho deciso che avrei lavorato in pubblicità. A meno di sei mesi dalla laurea ho realizzato il mio primo sogno: ho fatto l’account pubblicitaria anche in una delle agenzie internazionali più famose al mondo. E ho continuato a farlo per circa vent’anni. Nel frattempo ho realizzato anche il mio secondo figlio: avere un figlio, che mi rende felice da quindici anni e mezzo. Ho preferito fare la mamma e non la donna in carriera e così ho iniziato a lavorare part time e a cambiare diversi posti di lavoro. Il mio prossimo sogno è vedere un mio libro in libreria e riuscire a scrivere per il cinema o la tv. Quest’anno ho seguito un corso avanzato di sceneggiatura presso la Scuola Holden e così ho un soggetto bell’e pronto che aspetta solo di essere prodotto. Sogni troppo grandi? Beh, se non sogni in grande che sogni a fare? I miei romanzi… Cosa scrivi? Scrivo romance principalmente chicklit e hate to love, miei generi preferiti anche come lettrice. Potrei definire i miei romanzi delle commedie romantiche che si ispirano molto al mondo del cinema. Le mie reference sono Harry ti presento Sally, Love Actually, C’è posta per te, Come farsi lasciare in 10 giorni, ecc. Amo ambientare le mie storie in paesi e luoghi che non siano quelli che vivo nel mio quotidiano perché per me leggere è come viaggiare. Per questo prediligo ambientazioni come New York (per me come una seconda casa), Londra, Parigi, e così via. Luoghi a me cari, che mi rimandano a bei ricordi e belle sensazioni. Per me la location non è mai solo uno sfondo, ma un personaggio vero e proprio. Mi interessa trattare il tema della crescita personale, della forza che ognuno di noi ha dentro e di cui troppo spesso ci dimentichiamo. Mi piace far passare il messaggio che tutti siamo speciali proprio per i difetti che ci differenziano dagli altri, e che se non ci amiamo per primi noi, difficilmente potremo sentirci amati da un’altra persona. … e la mia scrittura Cosa ti spinge a scrivere? Come ho già detto ho iniziato a scrivere per tirare fuori delle emozioni che mi stavano destabilizzando. E razionalizzandole, abbellendole e donando loro un salvifico happy ending, sono riuscita a esorcizzarle. Scrivo di un mondo ideale, dove l’amore vince sempre e riesce a superare ogni ostacolo. Inoltre cerco di trasmettere il messaggio che ognuno di noi è perfetto nella propria imperfezione, più bello con i difetti in bella mostra, senza filtri di bellezza. Perché troppo spesso ci sentiamo inadeguati, addirittura “rotti” e per questo indegni di essere amati come meritiamo. Ma non è così. E iniziamo ad amare noi stessi, prima potremo trovare l’amore che vogliamo e che meritiamo. Nei miei romance non troverete mai Cenerentola, ovvero l’archetipo della donna che dev’essere salvata da un uomo, perché sono convinta che ognuno di noi si salva da solo! Tutt’al più siamo noi donne a salvare gli uomini che amiamo! Gli esordi: la scrittura come rinascita Come hai iniziato? Da piccola mi ritrovavo a scrivere favole e a illustrarle da sola. Poi ho accantonato la scrittura per moltissimi anni. Ma ho coltivato la mia creatività lavorando per oltre vent’anni in pubblicità. Nel 2018, scopro di avere un tumore alla testa, proprio mentre mio marito inizia a parlare di separazione, dopo oltre vent’anni insieme. Inizia il mio calvario. Ma ce la faccio, trovo una forza inaspettata e mi rialzo, più forte di prima. Fonte della mia forza è stato, ed è tuttora, mio figlio. Faticosamente ritrovo un mio nuovo equilibrio in cui devo ridefinire me stessa, i miei sogni e i miei obiettivi. Rinasco a nuova vita proprio durante la pandemia, dove ritrovo la forma fisica e mentale. Un giorno di marzo del 2021 mi siedo davanti al mio portatile e non smetto di scrivere per i successivi cinque giorni. Alla fine ho la bozza del mio primo romanzo Finalmente a casa, praticamente autobiografico. È stata senza dubbio una terapia per me: avevo troppi tormenti, troppi tumulti, troppe emozioni che non potevo più tenermi dentro. E così ho trasferito tutto sulla carta. Da allora non ho più smesso di scrivere. Sempre grazie a mio figlio ho sistemato la mia storia e l’ho mandata a qualche casa editrice. A fine ottobre del 2021 avevo firmato il mio primo contratto editoriale! A marzo del 2022 ho firmato con un’altra casa editrice e da allora ho pubblicato quattro romanzi e due in self. I progetti per il futuro Quali sono i tuoi libri preferiti? In adolescenza ho amato Siddartha, L’amico ritrovato, Il Signore delle mosche. Dopo l’università mi sono appassionata ai romanzi di Sergio Bambaren in cui trovavo spunti di riflessione e analogie con quello che vivevo e provavo in quegli anni. Mi sono appassionata al genere romance abbastanza di recente, forse per trovare un po’ di rosa in un mondo che stava diventando un po’ troppo grigio. La mia autrice

Marialuisa Gingilli al Romance Book Party

Marialuisa Gingilli

Marialuisa Gingilli al Romance Book Party: l’intervista Al Romance Book Party ci sarà anche Marialuisa Gingilli! Il 1 giugno 2025 l’autrice sarà a Napoli, al primo Festival del Romance del Sud Italia, per incontrare i lettori e presentare i suoi romanzi. Intanto possiamo conoscerla meglio attraverso quest’intervista esclusiva! Due chiacchiere con Marialuisa Gingilli Ciao Marialuisa, raccontaci di te! Sono Mary e ho quarant’anni. Romana di nascita, vivo da circa diciotto anni nella splendida cornice dei Castelli Romani. Credo nell’amicizia, mi affeziono facilmente alle persone e questo spesso mi si ritorce contro. Sono sensibile, permalosa e testarda. Impiegata amministrativa per pagare il mutuo di casa, sogno di poter vivere solo grazie alla scrittura, di ritrovarmi ad affollatissimi firmacopie dei miei romanzi e che prima o poi Prime o Netflix bussino alla mia porta. Sogno in grande, ma sono convinta che i sogni non siano fatti per essere chiusi in un cassetto. Nella vita ho imparato che l’unico modo per andare avanti, spesso, è lanciarsi a capofitto nelle situazioni, e che se credi davvero nei tuoi sogni, allora tutto l’universo si adopererà affinché si realizzino. Ho realizzato moltissimi dei miei sogni, primo fra tutti quello di riuscire a ritagliarmi sempre dello spazio per la scrittura. E poi ci sono state le fiere, gli abbracci con le mie lettrici, le loro parole di affetto e di incoraggiamento. Insomma, non posso davvero lamentarmi. La scrittura e i romanzi Come definiresti la tua scrittura? Parlare di me come autrice mi mette in difficoltà, quindi userò le parole delle mie lettrici, che definiscono il mio stile poetico, accurato, scorrevole. Ho la capacità di dare concretezza ai paesaggi che fanno da sfondo alle mie storie e tridimensionalità ai miei personaggi e i miei romanzi sembrano degli spaccati di vita reale. La scrittura è il mezzo con cui riesco a essere davvero me stessa, a spogliarmi delle etichette con cui ogni giorno vengo definita. È la mia linfa vitale e senza finirei con lo spegnermi del tutto, come ho sperimentato nel periodo più buio della mia vita. Cosa ti piace scrivere? Il mio genere è sicuramente il contemporary romance. Non mi piace classificare i romanzi in base ai trope, ma direi che amo i social gap, i second chance e l’age gap. Nei miei romanzi ho affrontato anche il triangle love e l’hate to love. Per i miei romanzi, però, non parto mai da un trope specifico. A “parlare” è la storia dei miei protagonisti. I temi di cui scrivo sono sempre molto delicati. Sono storie di donne forti che non basano la loro esistenza sull’amore e sull’uomo da avere accanto, perché penso che l’altra persona non dovrebbe essere la parte di cerchio che chiude il nostro, ma un cerchio completo che si incastra con un altro cerchio completo. Per il resto, lascio che sia la vita a ispirarmi: parlo di violenza psicologica, spesso in famiglia, di dipendenze, di disturbi alimentari e attacchi d’ansia, E di riscatto. Affronto queste tematiche con delicatezza e senza diventare “pesante”, Sarà una risata a salvare il mondo, quindi mi fisso sempre l’obiettivo di strapparne più d’una, anche se nel frattempo faccio versare qualche lacrima. Marialuisa Gingilli: come ho iniziato Parlaci dei tuoi esordi! Ho sempre avuto, dentro di me, una vocina che mi diceva di provarci, ma temevo di non esserne capace. Un giorno, sul gruppo di un’autrice che seguivo — che oggi è una delle mie migliori amiche — ho partecipato a un gioco: scrivere un estratto partendo da una parola. Quella parola ha svegliato Margherita e Alessandro, protagonisti del mio romanzo d’esordio, Solo per me. Ho scritto anche lo spin-off, L’immagine di Noi, e il sequel, Non te l’ho mai detto. E questo insieme al primo, mi ha regalato due contratti editoriali che mi hanno permesso di lavorare per cinque anni con professionisti del settore da cui ho imparato tanto. Perché scrivi? Perché senza la scrittura non potrei vivere. Per anni non ha fatto parte della mia vita, ma poi mi ha travolta come un fiume in piena. Da ragazzina avevo tanti sogni, primo fra tutti quello di diventare giornalista. Poi la vita ha cambiato i miei piani. Mi sono impegnata nel lavoro, ho trovato l’uomo giusto, mi sono sposata e ho avuto una figlia. Ho sottoscritto un mutuo trentennale e preso un cane. Non che non fossi felice, ma sentivo che mancava qualcosa nella mia vita. Scrivere mi ha riconnessa con me stessa. C’è stato un momento in cui ho pensato di smettere. Per vari motivi non avevo testa e cuore per mettermi al pc. Tuttavia mi stavo spegnendo poco a poco. Per fortuna ho capito che dovevo riprendere in mano quella parte della mia vita e che non potevo rinunciare davvero a questa passione. Per questo vorrei che alle mie lettrici arrivasse questo messaggio: “Sognate in grande, lanciatevi nel vuoto e mandate al diavolo chi vi dice che non potete farcela, che non ne siete in grado”. I progetti futuri Quali sono i tuoi libri preferiti? Ho iniziato a leggere alle medie. I primi romanzi erano tutti di carattere storico, sull’Antico Egitto, soprattutto. Poi ho scoperto i grandi classici, innamorandomi di Tolstoj e Dostoevskij. Jane Austen ed Emily Bronte mi hanno fatto sospirare, ma anche arrabbiare, mentre Alexandre Dumas mi ha rapita. E, infine, mi sono avvicinata ai romance, quasi per caso, prendendo in libreria uno dei romanzi di Anna Premoli. Oggi leggo romance, thriller e ovviamente i classici. E per quanto riguarda il romance, per me la regina è Colleen Hoover. Cosa stai scrivendo adesso? Il mese scorso è uscito il mio volume della Royal Series, una serie di sei romanzi autoconclusivi legati tra loro da una sottotrama suspense, scritta con Alessia D’Ambrosio, Paola Garbarino, Martina Pirone, Elvereth Ahn, Deborah P. Cumberbatch e Melissa Pratelli. Poi ho iniziato la stesura di un nuovo contemporary ambientato a New York, che nasce da uno dei racconti pubblicati nel 2019 in Se fosse Amore?. Una storia che ho tenuto nel cassetto aspettando il momento giusto per riprenderla. Infine ci sarebbero

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