Tiziana Irosa al Romance Book Party

Tiziana Irosa

Tiziana Irosa al Romance Book Party: l’intervista esclusiva Tiziana Irosa sarà a Napoli il 1 giugno 2025 per partecipare al Romance Book Party e incontrare i lettori! Nell’attesa, possiamo conoscerla meglio e sapere qualcosa di più delle sue opere grazie a quest’intervista esclusiva! Due chiacchiere con Tiziana Irosa Ciao Tiziana, raccontaci qualcosa di te! Raccontare di sé stessi credo che sia la cosa più difficile da fare, quindi inizio dalle cose semplici: ho 47 anni, ma sento di averne sempre 23. Sono una persona testarda e se mi fisso su qualcosa niente e nessuno riuscirà a togliermelo dalla testa. Ma sono molto leale, credo nell’amicizia e anche nell’amore, odio le falsità e se perdo la fiducia è per sempre. Uno dei miei maggiori pregi è quello che so ascoltare. Io ascolto davvero la gente quando parla e non intendo solo gli amici, ma anche un vecchino incontrato dal dottore. Mi piace ascoltare le storie che hanno da raccontare perché dentro ognuno di noi c’è un mondo da scoprire. Ho un marito con tanta pazienza – ce ne vuole per sopportare una iperattiva come me – e una figlia unica, in tutti i sensi. Ho anche un lavoro serio, “quello del mutuo”, come mi piace chiamarlo, ma che apprezzo e mi soddisfa. Se trovo la giusta compagnia sono molto logorroica, anche troppo, ma se la gente non mi piace non riesco a fingere. Cosa scrivi? Scrivo commedie romantiche perché non si parla mai abbastanza di amore e nella vita di tutti i giorni ce n’è sempre meno. L’amore si dà per scontato invece deve essere sempre nutrito e accudito. Adoro gli hate to love e gli slow burn e sono i tropes che utilizzo maggiormente nei miei romanzi. Nei miei libri cerco sempre di trattare qualche argomento sociale come i senzatetto, l’abbandono degli anziani, la disparità nel mondo lavorativo tra uomo e donna, ma sempre in modo ironico e delicato. Scrittura e lettura Come è nata la tua passione per la scrittura? Potrei dire che inizia per caso ma non è così. Ho sempre avuto la mente affollata da mille storie che si creavano nella mia mente, dai film che mi facevo in testa da piccolina. Poi ho iniziato a scrivere piccole storie, filastrocche, ma con l’adolescenza, periodo in cui il cervello andava oltre, ho abbandonato per dedicarmi solo alla lettura, di cui sono sempre stata appassionata. Fino a quando un giorno, stressata, annoiata e stanca, mi sono messa davanti a una pagina bianca e le dita hanno iniziato a scorrere sulla tastiera e non mi sono più fermata. Allora parliamo della tua passione per la lettura: quali sono i tuoi libri preferiti? Ho iniziato a leggere i romanzi della mitica Agatha Christie e poi leggevo quello che mi capitava, perlopiù romance storici e medievali. I miei romanzi preferiti sono quelli di Anna Premoli, Patricia Cornwell, Penelope Ward e V. Keeland. Amo il Nome della Rosa e Il Conte di Montecristo, ma anche Narciso e Boccadoro o Il Piccolo Principe. Cosa ti spinge a scrivere? Scrivo perché mi piace. È una specie di connessione con il mio io più profondo, un modo per sfogarmi, per evadere creando dei mondi tutti miei dove i protagonisti fanno quello che mi pare. Cosa stai scrivendo ora? In questo periodo sono alle prese con la scrittura di un nuovo romanzo che farà parte di una nuova serie. L’unico spoiler che posso dare è che sono innamorata follemente dei due protagonisti e si riderà tantissimo. Photo Credit: Tiziana Irosa on Instagram

Laura Gaeta al Romance Book Party

Laura Gaeta parteciperà al Romance Book Party di Napoli Ci sarà anche Laura Gaeta al Romance Book Party, il primo Festival Internazionale del Romance del Sud Italia, che si terrà il 1 giugno 2025. Nata negli anni Settanta, oggi l’autrice vive a Pianella, un piccolo paese in provincia di Pescara, insieme al marito e ai due figli! Dopo aver pubblicato il suo primo romanzo con uno pseudonimo, ha deciso di spogliarsi di false identità e ha iniziato a pubblicare in self con il suo vero nome. Nel 2024, poi, è entrata nella scuderia delle scrittrici della Hope Edizioni, con cui ha pubblicato il suo romanzo Le Mooners – Tre Sorelle e Tanti Guai Romance Book Party a Napoli: chi ci sarà Nome: Laura Gaeta Nazionalità: Italiana Genere: Contemporary Romance Casa Editrice: Hope Edizioni I libri da non perdere: Le Mooners – Tre Sorelle e Tanti Guai; Salvami; E se lo dice Oscar… Ultimo libro pubblicato: Le Mooners – Tre Sorelle e Tanti Guai Curiosità: Laura è un’amante dell’arte in tutte le sue forme: oltre che scrittrice, infatti, è anche pianista e cantante. Nel 2021, grazie al suo romanzo E se lo dice Oscar, arriva tra i cinque finalisti dell’Amazon Storyteller, mentre nel 2024 viene invitata a Casa Sanremo Writers con Le Mooners.

Chiara Cavini Benedetti al Romance Book Party

Chiara Cavini Benedetti

Chiara Cavini Benedetti arriva al Romance Book Party! Chiara Cavini Benedetti parteciperà al Romance Book Party! L’autrice di If You Love Her sarà a Napoli, il 1 giugno 2025, al primo Festival internazionale del Romance del Sud Italia. Classe 1996, Chiara ha vissuto a Firenze fino all’età di 21 anni, quando ha deciso di trasferirsi nel Regno Unito, dov’è iniziata la sua carriera nel mondo dell’editoria. Per anni, infatti, ha collaborato con numerose case editrici, sia italiane che straniere. Una carriera, quella nelle case editrici, che però ha interrotto per dedicarsi completamente alla scrittura, dopo essere stata notata dalla Newton Compton Editori, con cui ha già pubblicato tre romanzi. Prima, comunque, la Cavini Benedetti aveva già dato alla luce dei romanzi in self publishing, tra cui Grida il Mio Nome, Chiedimi Un Desiderio, Come Una Fenice. Romance Book Party a Napoli: chi ci sarà Nome: Chiara Cavini Benedetti Nazionalità: Italiana Genere: Contemporary Romance Casa Editrice: Newton Compton Editori I libri da non perdere: If You Love Her – Fino all’Inferno; If You Love Her – Fino Al Paradiso; Taste Me – Fuoco e Oscurità Ultimo libro pubblicato: Taste Me – Fuoco e Oscurità Curiosità: Come molte sue colleghe che hanno conosciuto il successo e la popolarità su Wattpad, questa scrittrice ha deciso di non abbandonare la piattaforma di lettura sociale e di continuare a pubblicare i propri scritti, raccogliendo tantissime interazioni e molti consensi. Proprio in queste settimane, infatti, è in corso di pubblicazione il suo nuovo romanzo: Broken Rose è un dark romance basato sul trope dell’enemies to lovers.

Mariarosaria Guarino al Romance Book Party

Mariarosaria Guarino sarà presente al Romance Book Party Mariarosaria Guarino parteciperà al Romance Book Party di Napoli! L’autrice giocherà in casa e sarà presente al nostro evento il 1 giugno 2025. Intanto per conoscerla meglio le abbiamo chiesto di parlarci di lei, dei suoi romanzi e della sua scrittura, in quest’intervista esclusiva! Due chiacchiere con Mariarosaria Guarino Ciao Mariarosaria, raccontaci qualcosa di te! Mi chiamo Mariarosaria e vivo a Napoli, dove lavoro come impiegata. Di giorno mi occupo del mio lavoro, ma nel tempo libero costruisco nuovi mondi di carta. Sono appassionata di serie TV orientali, amo viaggiare e soprattutto leggere, passione che ho sin da bambina. Ho un carattere introverso, ma se mi lascio andare posso diventare un tornado. Pecco anche di insicurezza e per questo stresso di continuo le mie beta e amiche! Sono ansiosa, ma sono pronta a tutto per realizzare i miei sogni! Ho la testa dura e uso la caparbietà anche per questo. La mia ambizione più grande è di pubblicare un romanzo con una casa editrice e di vederlo in libreria,. Questo è il motivo per cui scrivo come una matta e trasformo in romanzo ogni idea che mi passa per la mente. C’è qualche progetto che sei riuscita già a realizzare? Tra i progetti realizzati, rientra la pubblicazione di romanzi sia con delle case editrici che in self, esperienze che mi hanno resa più forte e determinata, consentendomi di comprendere meglio il complicato mondo dell’editoria. Il pensiero di condividere ciò che creo è il motore che dà forza alla mia immaginazione. Per questo sperimento diversi tipi di scrittura e generi, lasciandomi trascinare dall’ispirazione senza precludermi nulla. Il rapporto con la scrittura Cos’è per te la scrittura? La scrittura è un modo attraverso il quale comunico al meglio, dove la timidezza non ha spazio e che mi permette di gridare i miei pensieri. Le mie storie si ispirano a volte a sogni che mi hanno colpita, ma anche a fatti reali. Contengono sempre messaggi e spunti di riflessione che invitano a esplorare l’animo umano e a cercare il buono nelle piccole cose. Grazie a ciò che scrivo condivido esperienze e considerazioni, ma soprattutto tento di mostrare che il mondo, a differenza di ciò che ci viene mostrato ogni giorno, possiede ancora qualcosa di bello e che i buoni sentimenti esistono. Cosa scrivi, quindi? Amo i romance e i fantasy, entrambi in tutte le loro sfumature, ma adoro esplorare ogni genere e non è detto che in futuro non mi lanci in qualcosa di nuovo. Mi piace documentarmi sia sull’ambientazione del romanzo che sui protagonisti, se hanno una cultura diversa dalla nostra. Non lascio niente al caso e, anche se scrivo di sport, cerco di rendere realistica ogni cosa e consentire al lettore di immedesimarsi. Leggere e inventare storie ambientate in luoghi che vorrei visitare è il mio modo per viaggiare attraverso le pagine. Mi piace leggere e scrivo romanzi LGBTQ+, storici di ambientazione orientale e romanzi drammatici. In tutte le mie storie la crescita personale dei personaggi è fondamentale e spesso non manca il tema dell’inclusività. Posseggo una scrittura ironica, frizzante e intensa, e adoro inserire dialoghi coinvolgenti per consentire al lettore di calarsi nella vita dei personaggi. I trope che preferisco sono hate to love, sport romance e forced proximity, preferibilmente abbinati al new adult o young adult, anche se non disprezzo i contemporary. La passione per la scrittura e per la lettura Com’è nata la tua passione per la scrittura? La passione per la scrittura è nata assieme a quella per la lettura. Mi sono rifugiata spesso nella lettura quando ero una ragazzina. I libri che prendevo in prestito da casa di mia zia sono stati il mio porto sicuro per molto tempo ed è bastato un attimo perché, quaderno alla mano, all’età di dodici anni scrivessi il mio primo racconto. Il mio primo romanzo è stato un urban fantasy, ma dopo essere incappata in una casa editrice a pagamento ho appeso la penna al chiodo. Solo dopo alcuni anni un’amica scrittrice scoprì che avevo la sua stessa passione e, dopo aver letto una delle storie che avevo nel cassetto, mi incitò a pubblicare in self. Da lì è nata la mia seconda vita come scrittrice e non ho più smesso di rincorrere i miei sogni e provarci perché, anche se il percorso è spesso in salita, so che al mio fianco ci sono persone che mi sostengono e credono in ciò che faccio.Ho pubblicato con Butterfly edizioni, Triskell e con More Stories, ma la maggior parte dei miei romanzi sono self. Bene, parliamo della tua passione per la lettura allora: quali sono i tuoi libri preferiti? Da ragazzina amavo leggere i grandi classici: Orgoglio e Pregiudizio, David Copperfield, I Tre Moschettieri e molti altri. Solo dopo ho scoperto i fantasy, di cui mi sono subito innamorata: La spada di Shannara e La spada della verità, Shadowhunters, Harry Potter e Hunger Games mi hanno fatto scoprire mondi fantastici. Nel tempo mi sono avvicinata ai romance e di recente mi ha colpita Cinder e Ella di Kelly Oram, per il modo in cui l’autrice ha saputo intrecciare dolore, forza e crescita personale dei protagonisti, rendendo la storia intensa ma leggera. Mariarosaria Guarino: la scrittura per me e i miei progetti futuri Tu perché scrivi? Scrivo perché quando creo mi sento libera. Le mie storie sono un modo per trattare temi sensibili, affrontare il dolore e mostrare che il buono c’è ed è anche nelle piccole cose. Ideare nuove storie mi permette di affrontare temi spinosi e attuali, ma anche di inserire messaggi profondi tra le pagine, dandomi la spinta per migliorarmi. Scrivere mi consente di esprimere la parte migliore di me, quella che vorrei arrivasse al lettore, ma anche di divertirmi, perché con certi protagonisti non si può mai restare troppo seri. Nelle mie storie spero che i lettori trovino delicatezza e forza, ma anche buoni sentimenti e desiderio di crescere e cambiare. Spero che possano vedere luoghi lontani pur senza averli mai visitati

Giovanna Roma al Romance Book Party

Giovanna Roma

Giovanna Roma sarà al Romance Book Party Giovanna Roma parteciperà al Romance Book Party di Napoli, il 1 giugno 2025. L’autrice sarà al nostro Festival del Romance per incontrare i lettori e presentare i suoi romanzi. Nel frattempo, per conoscerla meglio, le abbiamo chiesto di rilasciarci un’intervista esclusiva in cui ci ha raccontato di lei, della sua scrittura e dei suoi romanzi! Due chiacchiere con Giovanna Roma Ciao Giovanna, raccontaci di te! Ho sempre avuto un legame viscerale con le storie. Mi affascina tutto ciò che vibra di intensità e contrasti, che si tratti di un paesaggio spoglio e inospitale o di un momento di pura vulnerabilità umana. Per me, scrivere è un modo per mettere in dialogo ciò che mi tormenta e ciò che mi attrae: la bellezza dell’ignoto, la forza del desiderio, l’ombra che si nasconde dietro ogni scelta. Al di fuori delle pagine sono una donna curiosa e testarda, sempre pronta a mettere in discussione le proprie convinzioni, ma anche critica e un po’ impaziente. Amo osservare: i dettagli che sfuggono agli altri, le dinamiche che si nascondono sotto la superficie. Il mio più grande pregio è forse questo: saper scendere a fondo, anche quando fa male. Ma è anche il mio limite, perché a volte resto troppo a lungo in quei luoghi interiori, giù nel baratro. I sogni realizzati non mancano: ho scritto storie che hanno trovato i loro lettori e hanno lasciato un segno. Ma c’è ancora tanto che voglio fare. Il mio sogno più grande è raccontare una storia che sia al contempo brutale e salvifica, capace di strappare emozioni così forti da lasciare chi legge diverso da prima. La mia ispirazione nasce dalle crepe: quelle nelle persone, nei rapporti, nei paesaggi. Mi attrae ciò che è imperfetto, pericoloso, eppure incredibilmente vivo. La scrittura come riflessione Cosa scrivi? Scrivo storie che esplorano i lati più oscuri e complessi delle relazioni. Mi muovo tra forbidden romance, dark, regency, sport, war, forbidden, thriller e sport, creando trame dove il desiderio si intreccia a una sfida. Amo trope intensi come nemici che diventano amanti, attrazioni che sfidano il buon senso e legami che nascono dal bisogno di sopravvivenza. I temi principali riguardano il potere del desiderio, la guerra, la criminalità e il modo in cui affrontiamo ciò che ci spaventa. L’ambiente è centrale nelle mie storie: che sia una foresta, una città decadente o un’isola deserta, il paesaggio riflette le emozioni dei personaggi e ne influenza le scelte. Perché scrivi? Avete presente quando ti premono un dito sulle labbra per farti tacere? O quando le serri forte per trattenerti? Ecco, io scrivo per dare forma a quelle parole. Per esplorare emozioni difficili, per vedere cosa succede quando i personaggi vengono messi alla prova. Voglio che i lettori trovino nei miei libri qualcosa che li scuota, che li costringa a fermarsi e a riflettere. Come hai approcciato al mondo della scrittura? La scrittura è entrata nella mia vita come una necessità. Ho iniziato da piccola, creando storie che mescolavano la ribellione dei ragazzi alle regole oppressive degli adulti. Crescendo, ho capito che scrivere era il mio modo di interpretare il mondo. Il mio primo libro è nato dall’assenza di paura che ti dà l’incoscienza. Semplicemente ho scritto la storia che volevo leggere. Ogni pubblicazione è un’esperienza diversa, con le sue difficoltà e i suoi insegnamenti. Giovanna Roma: i miei progetti futuri E al mondo della lettura, invece? Ho sempre amato storie che sfidano le regole e mostrano il lato più crudo della realtà. Cime tempestose e Jane Eyre occupano i primi posti per ferocia emotiva e ritratto realistico delle dinamiche umane. Mi hanno segnato autori da “pugno nello stomaco”, come li definisco io. Per esempio: Tiffany McDaniel, poetica e crudele nell’affrontare il senso di colpa, la paura del diverso e la fragilità dell’innocenza; Stephen King, per l’esplorazione dei legami umani e le ossessioni e Kristen Roupenian, per lo stile diretto e tagliente. Inscena situazioni che sembrano piccole, ma che si rivelano devastanti. Tutti e tre, a modo loro, parlano di ciò che ci rende vulnerabili e umani, e lo fanno con una scrittura che non teme di sporcarsi le mani. Guardano nell’abisso. Questo è ciò che cerco anche nelle mie storie e che, da lettrice, mi spinge a tornare a loro. Cosa stai scrivendo attualmente? Lavoro a un romanzo ambientato in un ghetto danese. La località non è casuale, ma frutto di uno studio Gli antagonisti sono costretti a collaborare per sopravvivere. I conflitti sono con l’ambiente, l’orgoglio e le ferite che altri gli hanno insegnato a nascondere, quindi ci saranno maschere e tradimenti. Per ora sono concentrata sul presente, perché ogni storia merita il suo tempo. Photo Credit: Giovanna Roma on Instagram

Ophelia L. Mun al Romance Book Party

Ophelia L. Mun

Ophelia L. Mun al Romance Book Party: l’intervista Ophelia L. Mun parteciperà al Romance Book Party! Il 1 giugno 2025, infatti, l’autrice sarà a Napoli per incontrare nuovi e vecchi lettori e far conoscere le sue opere! Nel frattempo possiamo conoscerla meglio in quest’intervista esclusiva in cui ci ha parlato di lei, dei suoi romanzi e della sua vita. Due chiacchiere con Ophelia L. Mun Ciao Ophelia, raccontaci qualcosa di te! Sono sempre stata una persona molto empatica, un’attenta osservatrice e ascoltatrice. Questo lato di me mi permette di trattare con la giusta sensibilità i temi che decido di inserire nelle mie storie. Preferisco quindi una scrittura emotiva piuttosto che descrittiva, nonostante a volte credo sia necessaria anche la seconda. I miei lettori, infatti, dicono di riuscire ad immergersi completamente nei miei romanzi e viverli a pieno, cosa che mi riempie sempre il cuore. Cosa ti piace scrivere? Il mio genere predominante è il romance. Il mio primo romanzo Saudade, edito da Bookers Edizioni per la collana Magstips, è uno small town, grumpy x sunshine con un golden boy di prima categoria. Mi piace l’idea che le persone possano apprendere qualcosa dalle mie storie, che possano trovare la forza e il coraggio di spingersi oltre e comprendere di più persino se stessi. La crescita personale è una componente che cerco sempre di inserire. Se ti chiedessimo cosa ti spinge a scrivere, cosa risponderesti? Per me la scrittura è sempre stata una valvola di sfogo in tanti momenti della mia vita, negativi e positivi. Mi ha aiutata ad affrontare il dolore e con il tempo ho capito che avrei potuto aiutare anche gli altri. Da allora questo è diventato il mio obiettivo primario. Il primo romanzo e nuovi progetti Come ti sei avvicinata al mondo della scrittura? Ho sempre avuto una certa propensione per la scrittura, fino a qualche anno fa però mi limitavo a semplici pensieri o considerazioni. Nel 2023 poi, a seguito di un evento che ha cambiato la mia vita, ho deciso che quei pensieri sarebbero potuti diventare qualcosa di più. Così ho dato vita a Saudade, cercavo una cura per il mio dolore. Cosa che alla fine mi ha portato a terminare la stesura in tempi brevi e poi ad autopubblicarlo. Dopo soli tre mesi sono stata contattata da Bookers Edizioni tramite una mail in cui mi dicevano che avrebbero voluto pubblicare il mio libro! Quali sono i tuoi libri preferiti? Sono sempre stata una lettrice accanita. Così come nella scrittura, anche nella lettura preferisco il romance. Nell’ultimo anno però mi sono addentrata nel mondo del romantasy e del dark romance. E sono stati due generi che hanno ampliato i miei orizzonti. Stai lavorando a qualche progetto adesso? L’unico romanzo disponibile, per ora, è Saudade. Non tutti però sanno che è stato pensato come primo di una trilogia di autoconclusivi. Il secondo è attualmente in stesura e ha come protagonista Daphne, la migliore amica di Céleste, la cui storia è stata raccontata nel primo volume. Seguirà poi la storia di Alexis e, infine, un piccolo spin-off ambientato anni dopo la conclusione del terzo volume. Photo Credit: Ophelia L. Mun on Instagram

Joey Tre al Romance Book Party

Joey Tre

Joey Tre parteciperà al Romance Book Party! Non poteva mancare Joey Tre al Romance Book Party di Napoli, il 1 giugno 2025! L’autrice sarà al nostro Festival del Romance, il primo del Sud Italia, per incontrare i suoi lettori! Intanto possiamo conoscerla meglio attraverso le sue stesse parole, in quest’intervista esclusiva. Due chiacchiere con Joey Tre Ciao Joey, raccontaci qualcosa di te! Mi chiamo Joey Tre, di giorno sono un’ostetrica trapiantata in Germania e di notte mi piace raccogliere storie e raccontarle, in primis a me stessa. Scrivere ha sempre fatto parte di quella che sono. Adoro esplorare diversi generi, immergermi in storie completamente opposte, giocare con i contrasti, spingermi oltre i limiti. Questo è ciò che mi auguro di raggiungere con la scrittura. Quali generi hai esplorato nei tuoi romanzi? Ho iniziato con il romance, ma poi mi sono spinta verso nuove mete, approdando al fantasy, sfiorando il distopico e raggiungendo l’horror. C’è sempre stata un’attenzione particolare alle tematiche queer, all’accettazione del proprio corpo, all’elaborazione di un passato difficile e traumatico. Come hai iniziato a scrivere? Ho iniziato da bambina, con un diario che chiamavo Teddy. Poi, a sedici anni, c’è stato il mio primo tentativo di scrivere un romanzo. Era una sorta di rielaborazione di Romeo e Giulietta in chiave fantasy. Poi, il “buio universitario”, una pausa lunghissima durata quasi dieci anni. E poi, infine, la luce: nel 2019 ho ripreso a scrivere e da quel momento non mi sono più fermata. E cosa ti spinge, invece, a scrivere? Per tanto tempo ho creduto fosse un semplice hobby, qualcosa da sostituire o interrompere con facilità. Invece, con il tempo, ho scoperto di avere una vera e propria necessità: scrivere è tutto, per me. Ci sono alti e bassi, certo… ma la costante è sempre quella. Non sarei la stessa, senza le mie storie. I progetti per il futuro Quali sono i tuoi libri preferiti? Sono una grande fan di Jane Austen e di Douglas Adams. Non so come questi autori possano andare d’accordo tra loro, ma in qualche modo nella mia testa ci riescono perfettamente… sarà l’humor inglese! Apprezzo molto anche Carlos Ruiz Zafón, Dostoevskij, Stephen King, Carofiglio, Sylvia Plath… la lista è molto lunga e variegata. C’è spazio per tutti i generi. Cosa stai scrivendo ora? Ultimamente ho scoperto la passione per i racconti. Dopo una lunga storia fantasy, pubblicata interamente su Wattpad, ho deciso di dedicarmi a qualcosa di più breve. Il genere horror è la mia terra da esplorare al momento, ma non escludo di tornare al mio primo amore… il romance. La mia scrittura è in continua evoluzione. Photo Credit: Joey Tre on Instagram

Annamaria Bosco al Romance Book Party

Annamaria Bosco

Annamaria Bosco sarà al Romance Book Party Annamaria Bosco non mancherà al Romance Book Party! Il 1 giugno 2025 l’autrice incontrerà i suoi lettori a Napoli, al primo Festival del Romance del Sud Italia! Conosciamola meglio attraverso le sue stesse parole in quest’esclusiva intervista! Due chiacchiere con Annamaria Bosco Ciao Annamaria, parlaci un po’ di te! Sono una mamma a tempo pieno, lettrice compulsiva con la passione per l’arte, digitale e non, e la grafica. Sono sempre stata introversa sin da bambina, probabilmente uno dei miei difetti peggiori. Qualcuno mi definiva asociale, perché avevo difficoltà a stringere amicizia con gli altri. Trovavo più confortevole annotare i miei pensieri su un quaderno, stile diario, piuttosto che provare a spiegare a voce quello che mi passava per la testa. Avevo una fantasia esagerata già all’epoca e la mania di annotare le frasi più belle dei libri che leggevo. Ancora oggi la scrittura resta per me l’unico vero modo di comunicare, di trasmettere sensazioni e di alleviare l’ansia di cui soffro da anni. Sono insicura di natura e non sono mai stata brava a relazionarmi con il pubblico in generale, altro difetto che ho sempre cercato di correggere. Credo di avere più difetti che pregi. Sono però paziente e ho la tendenza ad aiutare gli altri quando credo se lo meritino. I sogni e le mie esperienze personali sono la fonte principale d’ispirazione, mi lascio trascinare dalle visioni oniriche e dalle emozioni che provo trasformandole poi in storie che spero possano toccare il cuore dei lettori. Come definiresti il tuo stile? Ho uno stile introspettivo, a volte sperimentale, perché mi piace provare nuove forme narrative e di linguaggio. Attraverso la scrittura cerco di mostrare la vulnerabilità dell’animo umano, l’importanza delle piccole cose quotidiane, la crescita personale e le sfide da affrontare nella vita. Ho sempre sognato di poter scrivere un libro, almeno uno, e ci sono riuscita! Ora sogno un posticino sugli scaffali delle librerie per una delle mie storie, magari accanto a nomi conosciuti. Il rapporto con la scrittura, dal passato… Come hai iniziato a scrivere? Ho iniziato a scrivere seriamente forse intorno al 2010. Gestivo diverse pagine su Facebook e in una di queste iniziai a pubblicare una storia a puntate. Era divertente e liberatorio, e la gente aspettava di leggere il seguito. Mi sono poi spostata su Wattpad, dove ho presentato la prima versione completa di una storia pubblicata con uno pseudonimo. La mia insicurezza mi aveva frenato. Il lancio vero e proprio, con il mio nome reale, c’è stato nel 2018 con la Casa Editrice Les Flâneurs, che mi ha dato l’opportunità di crescere e farmi conoscere con Dentro il tuo respiro, altra storia che avevo postato su Wattpad, con un titolo diverso. Con loro ho pubblicato tre romanzi, dopo ho proseguito da self e ho sperimentato la scrittura a quattro mani con Mariarosaria Guarino: una bella sfida. … al presente Oggi perché scrivi? Scrivo non solo per comunicare, ma anche perché ho sempre avuto una fantasia sfrenata. Mi piaceva immaginare finali alternativi dei libri che leggevo. È il mio modo di dar voce alle storie che vivono dentro di me. Molte trame derivano da sogni, scene immaginate, frammenti di discorsi, qualsiasi cosa mi accenda una lampadina. La scrittura mi permette di affrontare temi che mi stanno a cuore e di comunicare esperienze, emozioni e riflessioni che spesso restano inespresse nella vita quotidiana. Attraverso i miei libri spero che i lettori trovino non solo svago, ma anche una sorta di rifugio, con personaggi che sentono come amici e temi che li portano a riflettere e a vedere il mondo con occhi nuovi. Mi auguro che arrivino le sensazioni e le emozioni legate ai personaggi e alla storia, il percorso che affrontano e le difficoltà da superare, che possono riguardare tutti noi. In ogni libro cerco sempre di mandare un messaggio, che sia esplicito o meno. Di cosa ti piace scrivere? Nei miei romanzi mi piace affrontare temi spinosi e di attualità: attacchi di panico, bullismo, abbandono. Amo costruire personaggi dalla personalità complessa, a volte con patologie psicologiche, che devono combattere sfide anche contro se stessi, e sperimentare nuovi generi. Ho la tendenza a inserire elementi autobiografici nelle mie storie, senza svelarli. Mi piace avere cura dei dettagli e cambiare spesso ambientazione e, visto che sono una fan sfegatata dei k-drama, mi sono cimentata in storie dal sapore orientale. I temi più ricorrenti nei miei romanzi sono i ricordi, la memoria, l’identità. Il genere a cui sono più affezionata è il New adult, ma amo anche il Contemporary e lo Young adult. Tra i miei trope preferiti ci sono l’hate to love, lo slow burn, grumpy vs sunshine, family problems. Annamaria Bosco: un futuro ricco di progetti Quali sono i tuoi libri preferiti? Prima di essere una scrittrice, sono una lettrice compulsiva di qualunque genere e soprattutto di romanzi d’amore. Ho iniziato a leggere da bambina, a nove anni, con Il piccolo principe che ho amato alla follia e da lì non ho più smesso. Ricordo ancora le mie estati da adolescente chiusa in camera a macinare ore di lettura, libri su libri che spesso mi prestavano e che divoravo in poco tempo. Saltavo persino la cena pur di finire. Nella mia libreria c’erano le storie di Rosamunde Pilcher, Nora Roberts, Nicholas Sparks, Danielle Steel, Dacia Maraini; ma anche diversi Harmony, i gialli di Agatha Christie e Arthur Conan Doyle, Edgar Allan Poe, Gabriel García Márquez e tantissimi altri autori. Nel corso degli anni poi mi sono avvicinata più al genere romance e a quegli autori che riescono a dipingere le emozioni e le relazioni umane con una certa intensità. Molti libri mi hanno colpito, forse quello che mi è rimasto nel cuore è Se solo fosse vero di Marc Levy. Anticipaci qualcosa dei tuoi prossimi progetti! Al momento ho un romanzo contemporaneo già concluso, che non ho ancora deciso se e quando lanciare in self, ambientato in un periodo storico abbastanza recente e particolare per la Francia. Sto terminando

Monique Scisci al Romance Book Party

Monique Scisci

Monique Scisci al Romance Book Party: l’intervista Monique Scisci parteciperà al Romance Book Party! L’autrice sarà a Napoli, il 1 giugno 2025, per incontrare i suoi lettori e far conoscere le sue opere! Nel frattempo, però, possiamo approfondire la sua conoscenza e quella dei suoi lavori grazie alle sue stesse parole, attraverso quest’intervista esclusiva che ha rilasciato per noi del RBP! Due chiacchiere con Monique Scisci Ciao Monique, ti va di parlarci di te! Sono una persona diretta, non so se questo sia un pregio o un difetto, ma è difficile che, se interpellata, dica qualcosa di diverso rispetto a ciò che penso e so ascoltare. Ma sono anche riservata e gelosa dei miei spazi privati. Ho iniziato a scrivere verso i trent’anni, per caso, e in un momento complesso della mia vita. Da piccola volevo fare la giornalista d’inchiesta, ma lavorando per un giornale durante il primo anno di università ho capito che la mia scrittura non si adattava al giornalismo. Mi piace romanzare, e inventare storie. Volevo essere io la regista. Quando ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo, non pensavo che questo sarebbe diventato il mio lavoro. Ci speravo, ma ho fatto fatica a trovare la mia strada. Ho realizzato il mio sogno quando sono approdata per la prima volta in libreria grazie a Newton Compton Editori, con una serie di romanzi erotici che mi hanno aiutata a farmi conoscere dal pubblico. Da lì non ho più smesso di scrivere storie d’amore. Nel tempo, il mio stile è cambiato molto. Ho studiato tanto su me stessa, e ho intrapreso questa carriera, cercando di dare il meglio. E così, ho frequentato diversi corsi di formazione per diventare editor. Oggi ho un’agenzia tramite cui offro servizi editoriali agli autori. Gli esordi e il self publishing E come sei approdata, invece, al self publishing? Dopo l’esperienza in Newton Compton, ho deciso di sperimentare il self-publishing. Sono una persona che si stanca in fretta, e mi piace avere il controllo di quello che faccio. Ma resto una figura ibrida nel campo letterario, e questo mi permette di fare sempre nuove esperienze, e anche di imparare cose nuove. Per questo motivo ho deciso di accogliere la proposta di Narae di provare a scrivere una webnovel per la piattaforma digitale. Non so se ad oggi ho realizzato tutti i miei obiettivi, ma amo quello che faccio, e continuerò a farlo al meglio delle mie possibilità, per cercare di portare le lettrici e i lettori che mi seguono nei mondi che creo. Com’è iniziata la tua carriera da scrittrice? Ho capito tardi di voler scrivere, ed è successo in un periodo in cui avevo dovuto, mio malgrado, fare i conti con la perdita di una persona cara. La fantasia è diventato un mezzo per evadere, ma anche per ristabilire il controllo. All’inizio, era un modo per sfogare le emozioni che sentivo, oggi è il mio lavoro, quindi il mio modo di intendere la scrittura è cambiato. Pianifico ogni aspetto della stesura di un romanzo, e questo mi permette di sapere sempre a che punto sono della storia. In fondo, scrivere è l’estensione del mio essere. Non mi ci identifico, ma è ciò che so fare e cerco di farlo con professionalità. I miei romanzi e la mia scrittura Cosa scrivi? Le mie storie d’amore hanno sempre una forte componente suspence. Che siano friends to lovers o age gap, attorno ai protagonisti ruotano spesso segreti e bugie, e il tradimento è dietro l’angolo. Tra i trope che amo c’è sicuramente l’hate to love. Ma anche in questo caso, mi piace cambiare e provare cose nuove. Recentemente ho pubblicato in self-publishing una serie di romanzi autoconclusivi di genere political e legal romance, e devo dire che, benché non me lo aspettassi – visto che le trame sono piuttosto intricate -, sono stati molto apprezzati. Mi piace scavare a fondo nell’anima dei personaggi, raccontare il bene ma anche il male e lasciare che sia il lettore a decidere con chi immedesimarsi. Perché in fondo, “siamo tutti fatti di luce e ombre”, citando un passaggio di Behind. Tra le tematiche di cui amo raccontare c’è sicuramente la condizione della donna nella società, ma anche la crescita personale e il cambiamento, inteso come evoluzione verso una forma consapevole. Perché scrivi? Scrivere per me è insieme evasione e controllo, con un pizzico di tormento e sofferenza che non guastano. Quando inizio a pianificare una storia sono esaltata, perché ne governo tutti gli aspetti, e mi diverte inventare sempre nuovi scenari e dinamiche diverse. Ma nel momento in cui scrivo, soffro. Per me diventa un’ossessione, è una cosa a cui penso costantemente, e influisce sulle mie giornate, persino sul mio umore. Bramo di arrivare alla fine, ma poi quando ci arrivo, e posso finalmente riprendere fiato, mi manca, e nella mia testa iniziano a ripartire gli ingranaggi. Credo si percepisca nei miei romanzi quanto io sia fedele a questo mestiere, e spero che arrivi anche tutto l’amore che ho per la scrittura. Monique Scisci: i miei progetti per il 2025 Parliamo dell’amore per la lettura, invece: quali sono i tuoi libri preferiti? Ho iniziato ad amare la lettura grazie al Il Giardino Segreto della Burnett, mi sono appassionata a Piccole donne, poi ho avuto una virata verso la letteratura storica per proseguire con un’ossessione viscerale per il fantasy, inteso in tutte le sue accezioni, dall’epico al più attuale romantasy. Oggi leggo un po’ di tutto, dipende dal momento e dal mio stato d’animo, ma ci sono dei libri che mi hanno segnata in modo profondo: Non lasciarmi di Ishiguro, La versione di Barney di Mordecai Richler e quasi tutti i romanzi di Tiffany Reisz pubblicati in Italia. Cosa stai scrivendo attualmente? Sto lavorando a due storie contemporaneamente. Di una, in particolare, non posso ancora parlare, ma è qualcosa che in molti stanno aspettando. L’altra è un restyling di un mafia romance uscito con Newton Compton Editori e che spero di ripubblicare in tempi brevi. Diciamo che il 2025 sarà un

Diletta Marcheggiani al Romance Book Party

Diletta Marcheggiani

Diletta Marcheggiani sarà al Romance Book Party Diletta Marcheggiani prenderà parte al Romance Book Party: l’autrice sarà a Napoli, il 1 giugno 2025 per incontrare i lettori e far conoscere se stessa e le sue opere! Nel frattempo, però, possiamo sapere qualcosa di più su di lei grazie alle sue stesse parole, in quest’intervista esclusiva! Due chiacchiere con Diletta Marcheggiani Ciao Diletta, parlaci un po’ di te! Un mio difetto è che quando mi chiedono di presentarmi, non ne sono capace. Un pregio: sono brava a fare le polpette. Che c’entra? Ho basato l’intera campagna di marketing de La logica della vita parallela sulle polpette! Ecco, questa sono io, una che dice cose fuori luogo sempre e comunque, ma che ne ha fatto il suo punto di forza e penso si rifletta anche in quello che scrivo e leggo. I cliché mi piacciono, ma solo se vengono presi e sovvertiti, fusi con altri generi in un modo che non ti aspetti. Come definiresti i tuoi romanzi? Definisco i miei romanzi come delle “romcom che piacciono a chi non ama le romcom”, perché mi piace condirli di elementi che di solito non si trovano nelle commedie romantiche classiche, presi in prestito dalla suspense, dal mistery o dalla fantascienza. Scrivo di workplace romance, ma in una vita parallela (La logica della vita parallela), di enemies to lovers dove l’enemies è conseguenza delle Guerra Fredda (The Dreambreaker) e forced proximity in cui i protagonisti sono costretti a coabitare, ma anche a cercare il tesoro dei Templari insieme (Il metodo Redzminski). Diletta Marcheggiani: la mia scrittura Come hai iniziato a scrivere? Ho iniziato da bambina su delle vecchie agende che trovavo a casa, le riempivo di storie fantastiche e sconclusionate che inventavo la sera prima di addormentarmi e quando mi chiedevano cosa volessi fare da grande io rispondevo sicura “la scrittrice”. Per anni, però, ho scritto tantissimi progetti che non ho mai fatto leggere a nessuno, fino a quando, in un periodo un po’ buio, non ho deciso di riprendere in mano i miei sogni. Ho partecipato a un concorso per scrittori emergenti con qualcosa che non avrei mai pensato potesse uscire dalla mia penna: un romance. All’ epoca non ne leggevo, tantomeno ne scrivevo, ma è venuto naturale. Il concorso non l’ho vinto, ma Se solo fossi tu l’ho pubblicato per davvero. Tra i miei romanzi è forse il meno letto, quello di cui parlo meno, ma è il primo e avrà sempre un posticino speciale nel mio cuore. Perché scrivi? Per la ragione più semplice possibile: perché mi piace inventare storie, creare vite, fare emozionare i personaggi e chi ne legge le storie. Adoro tessere intrighi e disseminare indizi chiedendomi chi riuscirà per prima a sbrogliarli, se il lettore o il protagonista. I miei romanzi sono perfetti per chi non cerca solo una storia d’amore, ma anche avventura, azione e mistero. Per chi vuole smentire lo stereotipo che “i romance sono tutti uguali e prevedibili”. Le influenze tra classici e moderni Parliamo della te lettrice: quali sono i tuoi libri preferiti? Se parliamo di classici, io sono una bimba di Balzac, dei suoi personaggi imperfetti e ambiziosi, deboli e disposti a tutto per raggiungere i propri scopi; delle sue ambientazioni sfarzose e decadenti, spaccato di una società che non ha più riferimenti, né politici, né morali. E il retour des personnages, il “cameo” dei protagonisti delle altre storie della Comédie Humaine. Honoré de Balzac è il signore assoluto del morally gray e degli easter egg prima che andassero di moda. Tornando all’epoca moderna, invece, il mio autore preferito, quello di cui leggerei pure la lista della spesa, è Ken Follett. Adoro i thriller, specie quelli incentrati su misteri e società segrete, ragione per cui cerco di metterne sempre un pizzico nei miei romanzi. Questo, però, è il Romance Book Party, quindi parliamo di romance! Uno di quelli che mi hanno fatto dire “wow, vorrei averlo scritto io un libro così” è senz’altro Behind di Monique Scisci, che mi ha tenuta incollata alle pagine e trascinata in congetture fino a scoprire i segreti di Downhill House. E, per motivi molto diversi, un altro è Butcher and Blackbird di Brynne Weaver, mi ha fatto ridere, disgustare, innamorare. Anzi, questo mi ha fatto più che altro pensare “romcom e serial killer? Come ho fatto a non pensarci io prima?” E progetti futuri Cos’hai in serbo per il futuro? In cantiere ho tre progetti che non potrebbero essere più diversi tra loro: a marzo uscirà per una casa editrice uno young adult dolce e zuccheroso, ma un po’ folle. In estate, invece, arriverà il quarto volume delle The Dreambreaker Stories, che mi ha provata come nessun romanzo aveva mai fatto prima! Si tratta di qualcosa di molto lontano da quello che sono e da quello che scrivo di solito. Ha dei tropes che non sono tra i miei preferiti e per questo li ho “rivisitati” a modo mio. Non è un libro per tutti, ma per ora non posso dire molto. Il terzo progetto, infine, è la conclusione della serie, che andrà a chiudere qualche porta e… aprirne altre! Photo Credit: Diletta Marcheggiani on Instagram

Partner istituzionali e culturali

Partner editoriali

Partner commerciali

Media Partner

SEV MANAGEMENT SRL PIAZZETTA MATILDE SERAO 7, 80132 NAPOLI – PI 10578041211 – ROMANCE BOOK PARTY – Privacy Policy